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RICCARDO CALDARERA

Maschilità detenute. Dagli spazi di socializzazione al campo del penitenziario

Abstract

Impariamo a diventare maschi nello spazio sociale, impariamo anche come sentire, vedere, emozionarci, desiderare in quanto “maschi”. Talvolta, impariamo anche a fare il crimine – a compiere condotte violenti e a partecipare ad attività illecite o offensive – ribadendo al contempo l’adesione a un certo codice di genere. Ma cosa accade al genere maschile, spesso costruito in opposizione a tutto ciò che è femminile, nello spazio omosociale per antonomasia, il penitenziario? Tramite un’analisi della letteratura socio-criminologica rilevante in materia di maschilità, pena e detenzione, il volume abbandona ogni ipotesi essenzialista che vorrebbe recuperare nella maschilità caratteri intrinseci e statici per accogliere e valorizzare quelle istanze che vedono nelle maschilità detenute rappresentazioni e modi di fare più che modalità di essere. Il volume problematizza il maschile nei contesti penitenziari e guarda alle sue configurazioni come più verosimilmente alimentate sulla base di repertori convenzionali, disponibili a ogni maschio, e non meramente appannaggio di popolazione di maschi “naturalmente” violenti, devianti, cattivi.