Violenza di prossimità : fiducia e dipendenza rovesciata nelle relazioni significative
- Authors: Bartholini, I.M.
- Publication year: 2026
- Type: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/701043
Abstract
Il contributo propone una riflessione teorica centrata sul concetto di violenza di prossimità , categoria analitica che consente di ampliare e problematizzare il tradizionale paradigma della violenza di genere, generalmente circoscritto alla sfera dell’Intimate Partner Violence (IPV). L’assunto di partenza è che la violenza esercitata nei confronti delle donne – pur radicata nelle asimmetrie strutturali di potere proprie dell’ordine patriarcale – si manifesti con particolare incisività nei contesti relazionali caratterizzati da fiducia, cura, dipendenza affettiva o materiale. La nozione di violenza di prossimità individua, pertanto, un insieme di pratiche lesive – fisiche, psicologiche, simboliche, economiche – agite non solo dal partner, ma anche da figure collocate nella zona più densa della rete relazionale della vittima: familiari, ex partner, caregiver formali e informali, amici, conoscenti, membri della comunità di appartenenza. L’elemento qualificante di tale prospettiva è il ruolo attribuito alla fiducia come risorsa morale che, paradossalmente, costituisce, al contempo, un potenziale dispositivo di vulnerabilizzazione. La prossimità – affettiva, domestica, comunitaria – offre infatti un accesso privilegiato ai punti di fragilità della persona, rendendo la violenza più difficile da riconoscere e da denunciare.
