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FRANCESCO VACCARO

La disfunzione renale nell’ipertensione arteriosa

  • Autori: Cusimano, P.; Mule', G.; Cottone, S.; Nardi, E.; Vaccaro, F.; Cerasola, G.
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Tipologia: Articolo in rivista (Articolo in rivista)
  • Parole Chiave: Ipertensione arteriosa, insufficienza renale, microalbuminuria
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/44159

Abstract

L’ipertensione arteriosa rappresenta una causa sempre più comune di insufficienza renale cronica terminale; è ben noto inoltre come la presenza di una disfunzione renale, anche lieve, comporti un significativo incremento del rischio cardiovascolare. Recentemente è stata valutata la prevalenza della disfunzione renale in pazienti ipertesi senza complicanze cardiovascolari o patologia renale nota, partecipanti allo studio Renal Dysfunction in Hypertension (REDHY), utilizzando quattro metodi di stima del filtrato glomerulare (GFR): la clearance della creatinina (CrCl), l’equazione semplificata dello studio Modification of Diet in Renal Disease (MDRD), la formula di Cockcroft-Gault (CG) e l’equazione della Mayo Clinic (Mayo). La prevalenza dell’albuminuria è risultata del 23,4% (microalbuminuria 22,7%, macroalbuminuria 0,7%). Una disfunzione renale lieve (AER>20 μg/min e GFR >60 ml/min per 1,73 m2) è stata evidenziata dal 20,3% (ClCr) al 18,4% (MDRD) dei pazienti. La prevalenza dell’ insufficienza renale conclamata (GFR <60 ml/min per 1,73 m2) è risultata più elevata utilizzando la ClCr (10,8%) o l’equazione MDRD (10%) rispetto alla formula CG (7,4%) o all’equazione Mayo (5,4%) (p<0,0001). La disfunzione renale può essere quindi considerata molto frequente in soggetti ipertesi senza complicanze cardiovascolari, pur tenendo presente come la prevalenza di una compromissione di grado moderato-severo della funzione renale sia fortemente influenzata dai metodi utilizzati per la stima del GFR.