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EMMA VITALE

Nuovi dati sulla catacomba di Sabratha (Libia)

Abstract

La ricerca è stata condotta in collaborazione con Giuseppina Cipriano per la parte archeologica e Francesco Scirè per il rilievo topografico e diretto, nell’ambito del Progetto PRIN 2008 dal titolo: Pagani e cristiani a Sabratha e Leptis Magna tra III e VI secolo d.C. Monumenti e reperti, tradizione e immagini, coordinato da Rosa Maria Carra.La catacomba di Sabratha è uno dei pochi esempi di cimitero comunitario cristiano finora noti nell’Africa Romana. L’ingresso, lungo il tracciato del decumano minore proveniente dal complesso episcopale della Regio III, si trova a pochi metri dall’attuale linea di costa, a metà strada fra il grande santuario suburbano di Iside e l’Anfiteatro e nei pressi di una delle cave di pietra utilizzata nel II secolo per l’edilizia pubblica e privata del quartiere del Teatro. Scoperto nel 1942, il monumento fu oggetto di una prima indagine nel 1974 da parte di Aldo Nestori che, al termine di un lungo lavoro di sgombero delle gallerie dai riempimenti recenti, pubblicò un primo resoconto sulla rivista Lybia Antiqua, corredando i brevi riferimenti agli aspetti topografici, alle tipologie funerarie e al ricco apparato epigrafico con uno schizzo misurato del cimitero, e proponendo un arco cronologico di frequentazione compreso fra la fine del III e tutto il V secolo. A trentasei anni di distanza, sono state riprese le ricerche sul campo, nel corso di due missioni svolte a Sabratha nel giugno e nell’ottobre 2ί1ί con la finalità di realizzare un rilievo strumentale e diretto delle Gallerie A e B utile al posizionamento della catacomba nel contesto di un GIS archeologico previsto per le Regiones III-V del Quartiere del Teatro. L’analisi strutturale delle due gallerie, la schedatura delle tipologie funerarie, la ricognizione della documentazione epigrafica, corredate da un robusto apparato iconografico, hanno consentito un pregevole aggiornamento dei dati, da cui è emersa la corretta pianificazione degli spazi in relazione ai tipi funerari ed ai momenti di frequentazione. Infatti dai monumentali nicchioni della Galleria A relativi alla fase progettuale del cimitero si passa in momenti successivi allo sfruttamento intensivo delle pareti con pile di loculi proprio della Galleria B, fino ai sistemi di formae e casse litiche che, occupando il piano di calpestio di tutti i settori finora agibili, si connotano come i momenti più tardi della frequentazione del cimitero. Il gruppo di ricerca dell’Università di Palermo ritiene un dovere presentare in questa sede i risultati raggiunti (anche se parziali a causa del conflitto bellico che ha sconvolto la Libia nel 2011), non solo per la mole di dati ancora inediti su questa importante testimonianza della cristianizzazione della Regio Tripolitana, ma soprattutto nel rispetto della pluriennale collaborazione tra il Dipartimento alle Antichità di Sabratha e la Missione Archeologica dell’Università di Palermo, diretta dal Prof. Nicola Bonacasa.