Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

ANDREA SCIASCIA

Abitare in estensione

  • Autori: Sciascia, A.
  • Anno di pubblicazione: 2014
  • Tipologia: Capitolo o Saggio (Capitolo o saggio)
  • Parole Chiave: urban countrysides, town in extension, architecture rules, territory of smaller centres
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/94998

Abstract

Il saggio “Abitare in estensione” costituisce un’articolata premessa ai diversi contributi presenti nel volume esito delle attività dell’Unità di ricerca della Facoltà di Architettura di Palermo del Prin 2009 dal titolo Dalla campagna urbanizzata alla “città in estensione”: le norme compositive dell’architettura del territorio dei centri minori (Coordinatore nazionale Prof. Lugi Ramazzotti, responsabile dell’UDR locale Prof. Andrea Sciascia). Dalla stesura del modello B alla pubblicazione finale del Prin trascorrono in media tre anni. Anzi, qualche mese in meno, in considerazione dei tempi sempre più brevi imposti dalle nuove norme che regolano la rendicontazione finale. Durante questo periodo unʼintuizione iniziale o un argomento tratto da una consolidata tradizione di studi, da cui scaturisce lʼincipit del programma di ricerca, possono progressivamente scolorire rispetto ad altri interessi culturali e scientifici impostisi, nel frattempo, con urgenza. Lʼargomento individuato da Luigi Ramazzotti, nella sua qualità di coordinatore del Prin 2009, ha subito un destino inverso. Con il trascorrere dei mesi il tema generale ha suscitato un interesse crescente. Infatti, ragionare sul rapporto tra costruito e campagna, in anni in cui imperversano gli slogan contro il consumo di suolo, ha colto una questione, ad oggi, irrisolta e di piena attualità. La cogenza della tematica si àncora al lungimirante scritto del 1976 di Giuseppe Samonà, per lʼappunto, La città in estensione1, assunto come base di partenza scientifica della ricerca, e su altre riflessioni recenti. Molte sono le pubblicazioni che trattano dellʼinterazione tra città e campagna ma esistono anche dei sintomi che esprimono un sentire comune. Fra questi si possono ricordare: il disegno di legge italiano del 2012 sulla «valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo»2, e il documentario del 2013 di Michele Mellara e Alessandro Rossi, God save the green3. La narrazione di Mellara e Rossi tratta dellʼatavico bisogno di coltivare la terra che continua a caratterizzare lʼuomo anche quando, seguendo il flusso impetuoso dellʼinurbamento, si è trasferito in città. Tale condizione è forse ancora più evidente a partire dal maggio 2007, data in cui il numero di cittadini ha superato quello degli abitanti della campagna. Sorpassare la soglia fatidica di questo travaso, a favore della città, è stato accompagnato dal fenomeno delle campagne urbane, a loro volta profondamente dissimili, in rapporto alle diverse condizioni geografiche e alle differenti realtà. Il riaffiorare della campagna in città, in contrapposizione alla dispersione del costruito oltre i labili margini urbani, ha spinto ad indagare tale commistione tra città e campagna caso per caso, puntando la lente di ingrandimento, soprattutto, sui territori limitrofi ad alcuni centri minori dellʼItalia centro meridionale.