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FABIO RAPISARDA

Aspetti psicologici in dialisi e nei pazienti non collaboranti

  • Autori: Rapisarda,F; De Vecchi,A; Fogazzi,GB; Guerra,L; Baggio,G; Ghezzi,F; Nicodemo,D; Reseca,R; Zito,MT; Faraone,R; Lanzarone,C; Picone,F; Di Lorenzo,G; Li Vecchi,M;
  • Anno di pubblicazione: 2005
  • Tipologia: Articolo in rivista (Articolo in rivista)
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/38748

Abstract

L’emodialisi e la dialisi peritoneale, anche se rappresentano (con il trapianto) la terapia sostitutiva d’elezione dell’insufficienza renale, non sempre vengono vissute positivamente dai pazienti, a causa delle rigide prescrizioni terapeutiche e per i cambiamenti che apportano nella vita quotidiana (1,2). Ciò potrebbe incidere negativamente sulla non compliance che è definita, in entrambi i trattamenti, come l’inosservanza parziale o totale della terapia, che può essere associata alla non accettazione del trattamento sostitutivo (3). In letteratura viene stimato che il 50% dei pazienti in emodialisi ed un terzo di quelli in peritoneale abbia almeno una parziale non compliance che nella maggior parte dei casi sfugge all’attenzione del clinico per la tendenza dei pazienti a mascherare possibili “trasgressioni” (4). Questo studio ha l’obiettivo di verificare l’esistenza o meno di alcuni peculiari tratti di personalità e di strategie di coping (tipo di strategie attuate dal soggetto in situazioni stressanti) in pazienti dializzati (emodialisi e peritoneale), analizzando in particolare se vi siano alcuni di questi aspetti che caratterizzano i pazienti non collaboranti. Nella nostra esperienza alcuni pazienti che non si sono adattati alla dialisi peritoneale sono passati in emodialisi con notevoli disagi sia per loro stessi che per l’equipe medica. Per tale motivo i due test psicologici somministrati sono stati utilizzati anche per riscontrare l’eventuale esistenza di alcune caratteristiche della personalità degli uremici che li potrebbero predisporre ad un tipo di trattamento sostitutivo rispetto all’altro.