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FRANCO PALLA

Prime indicazioni sulle biocenosi associate alle mummie delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo

  • Autori: Manachini, B.; Sineo, L.; Palla, F.
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • Parole Chiave: mummie moderne, biocenosi, SEM, CLSM, PCR-DNA
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/43650

Abstract

La fama del convento, costruito dai Cappuccini di Palermo nel 1533, è dovuta in gran parte alle famose "Catacombe". L’origine delle catacombe si fa risalire al 1599 circa, quando i frati, sfruttando una preesistente cavità naturale al di sotto dell’altare maggiore della chiesa, trasferirono le salme di 40 frati precedentemente sepolti presso il lato meridionale della chiesa stessa. I frati iniziarono ad ampliare le catacombe, scavando nel sottosuolo, in relazione al crescente numero di nuove salme che nel tempo si conservavano. Allo stato attuale le catacombe sono una sorta di cimitero sotterraneo, in uso nel XVII secolo, costituito da lunghe gallerie scavate nel tufo per un’estensione di circa 300 mq, con circa duemila cadaveri imbalsamati. Le catacombe costituiscono dunque un habitat peculiare dove l'ambiente ipogeo veniva di volta in volta "disturbato" ed anche arricchito di nuovo substrato (salme, vestiti, bare lignee) per numerosi organismi che hanno dato origine ad una complessa biodiversità. Questo particolare habitat è stato ed è oggetto di studio, al fine di caratterizzare le biocenosi presenti attualmente nelle catacombe, evidenziando le associazioni con i substrati presenti. Pertanto sono stati eseguiti dei campionamenti su resti di mummie dove è stata riscontrata una complessa biocenosi costituita da micro e macro organismi, come batteri, cianobatteri, funghi e differenti invertebrati, principalmente insetti. I risultati delle osservazioni al microscopio confocale (CLSM) e dell’analisi molecolare hanno evidenziato la presenza di batteri e cianobatteri. Gli artropodi sono stati identificati al microscopio ottico e al microscopio elettronico a scansione (SEM). In soli 3 grammi di detriti ossei sono state rinvenute parti di esemplari di differenti specie di insetti, non accidentali, principalmente saprofagi, necrofagi e detritivori, appartenenti a 4 differenti famiglie di coleotteri, ma anche resti di alcuni coleotteri predatori. Inoltre sono stati trovati diversi pupari di ditteri foridi, ed è stata rinvenuta anche una chela di pseudo-scorpione e diversi esemplari di acari. Dai risultati ottenuti appare evidente che sia i resti umani così mummificati sia le condizioni ambientali hanno dato origine ad proprio ecosistema. I resti della mummie rappresentano infatti una risorsa alimentare esogena, sia al momento della deposizione sia in tempi successivi, per le diverse specie di organismi presenti in questo particolare ambiente. Tali organismi possono disporre di un’inaspettata fonte alimentare, che non pone resistenza a essere predata e che viene disputata tra i consumatori/degradatori in competizione tra loro per esigenze alimentari affini, su cui si instaura una rete trofica di consumatori primari, secondari e terziari abbastanza complessa. Le specie rinvenute sembrano permanere in uno stato di equilibrio sia con il substrato sia con le altre specie competitrici, predatrici, commensali o parassite, costituendo una vera e propria biocenosi. Alla luce di questi risultati si ritiene che un approfondimento degli studi su tale biocenosi possa fornire indicazioni utili non solo per il restauro e la conservazione di importanti beni culturali, quali sono le mummie ed i manufatti presenti nelle catacombe, ma può anche consentire l'acquisizione di ulteriori informazioni sulle comunità di organismi, in riferimento a questa tipologia di ambiente e sulle capacità di adattamento delle comunità ad esso e ai substrati in esso conservati.