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ERISTANNA PALAZZOLO

RECUPERO A FINI AGRONOMICI DI SUOLI PALUDOSO-SALMASTRI DELLA MARISMA DI LEBRIJA (SPAGNA)

  • Autori: Laudicina, V.; Palazzolo, E.; HURTADO BEJARANO M., D.; Panno, M.; DELGADO GARCIA, A.; Badalucco, L.
  • Anno di pubblicazione: 2007
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/7622

Abstract

La salinizzazione del suolo interessa un’area di circa 830 milioni di ettari. Le principali conseguenze nelle aree coltivate sono una graduale perdita di fertilità dei suoli, con conseguente diminuzione o perdita dei raccolti. In Spagna, dove oltre 100 mila ettari di terre irrigate è affetto da salinità e un altro 15% è a rischio, la bonifica a scopo agricolo è una pratica comune. Obiettivo della presente ricerca è stato quello di investigare le variazioni della biomassa e dell’attività microbica in suoli paludoso-salmastri bonificati e non. L’area di studio è la Marisma di Lebrija, nell’estuario del fiume Guadalquivir, nel sud-ovest della Spagna. Sono stati presi in esame due parcelle di terreno bonificato (suolo drenato e suolo drenato ed ammendato) ed una parcella di controllo (suolo naturale salmastro non bonificato). Sui campioni di suolo sono stati determinati: tessitura apparente, pH, conducibilità elettrica, sali solubili, C organico, N totale, capacità di scambio cationico e cationi di scambio, calcare totale, C della biomassa microbica, CO2 basale e cinque diverse attività enzimatiche. I suoli bonificati presentano una conducibilità elettrica ed un SAR più bassi rispetto al suolo non bonificato. Ciò è da attribuire principalmente ad un minor contenuto in sali di Na+ nei suoli bonificati. Anche il Na+ di scambio, come atteso, risulta più basso nei suoli bonificati. Per quanto concerne i bioindicatori della qualità del suolo, è da evidenziare come sia il C della biomassa microbica che la sua attività risultano più elevate nel suolo di controllo rispetto a quelli bonificati. Inoltre, considerando il quoziente metabolico, parametro che dovrebbe indicare lo stato di stress/disturbo dell’ecosistema suolo, i suoli bonificati risultano “più stressati”. I risultati della presente ricerca indicano che nello studio dell’ecosistema suolo, i parametri chimici devono essere necessariamente integrati da quelli biologici, poiché il loro andamento può essere del tutto contrastante. Infatti, anche se i risultati delle analisi chimiche suggeriscono che i suoli recuperati sono migliori, da quelle biochimiche si evince che la fertilità biochimica è migliore nella marisma vergine con condizioni chimiche peggiori.