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ELISA CHIARA PORTALE

Le Ninfe nell’arte di Siracusa

Abstract

L’articolo mira a individuare il ruolo delle Ninfe e dell’immaginario ‘ninfale’ a Siracusa, che resta sottostimato nonostante le monete cittadine adottino come emblema civico la Ninfa locale Arethousa dal tardo VI al tardo IV sec. a.C. Ciò è dovuto alla difficoltà di riconoscimento delle Ninfe attraverso criteri iconografici univoci, salvo alcune raffigurazioni triadiche sui pinakes votivi ellenistici. Le antefisse a testa femminile, che la Mertens- Horn ha supposto rappresentino Ninfe a decorazione di piccoli edifici cultuali di divinità “maggiori” (quali Artemis o Kore-Persephone, associate con le Ninfe nei racconti mitologici locali), e alcuni reperti di alto livello qualitativo a partire dall’epoca tardo arcaica – tra cui le monete con il tipo di Arethousa e i busti fittili di tipo “siceliota” – possono dare testimonianza dell’importanza dell’immaginario “ninfale” in contesti di carattere ufficiale, religioso e domestico, cui fa riferimento anche una testimonianza letteraria (Timaeus ap. Athen. VI, 250a) secondo cui in Sicilia (e a Siracusa) vi era l’usanza di fare sacrifici alle Ninfe “kata tas oikias”, danzando attorno ai loro agalmata per tutta la notte. La dimensione “urbana” e “domestica” del culto delle Ninfe, insolita rispetto al restante mondo greco, può essere una conseguenza dell’intensificata importanza delle nozze e dei connessi rituali in risposta alle profonde trasformazioni del corpo civico nel V e IV sec. a.C., quali strumenti essenziali della coesione e dell’armonia interna. Già da età arcaica, del resto, il culto di tali divinità degli elementi naturali aveva offerto un valido strumento nelle dinamiche di appropriazione del territorio da parte dei coloni e di interazione con gli indigeni. Nel periodo ellenistico le Ninfe sembrano rientrare nel loro habitat “canonico” e ricevere forme di venerazione più familiari anche in altre aree del mondo antico; per quanto riguarda la città di Siracusa è particolarmente degna di nota la loro integrazione nel paesaggio artisticamente “elaborato” nel grandioso complesso ieroniano della Neapolis, dove nel II sec. a.C. furono dedicate una serie di raffinate statuette di tipo rodio delle dee e un interessante rilievo con Ninfe danzanti.