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STEFANO MONTES

Malinowski and Bloch in the Field: Fragments, Beginnings and Imaginations

  • Autori: Montes, S.
  • Anno di pubblicazione: 2010
  • Tipologia: Capitolo o Saggio (Capitolo o saggio)
  • Parole Chiave: Malinowski, Bloch, Storie di vita,immaginazione, nozione di inizio
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/58175

Abstract

Lo zoccolo molle e più clandestino del saggio è costituito dallo smussamento graduale, ma incondizionato della nozione di autore in favore di una funzione autore che consente di meglio fare emergere (o, viceversa, fare sparire), sull’esempio di Foucault, la consistenza apparente di un atto originario dietro il brusio delle voci della cultura. Il contributo è più apertamente incentrato sulla comparazione inedita di un antropologo e di uno storico: Bronislaw Malinowski e Marc Bloch. Mi sono servito intenzionalmente della ‘comparazione’ allo scopo di tentare un montaggio di alcuni testi dei due autori (alieni l’uno all’altro per formazione e per esperienze teoriche) e il mio stesso, graduale e progressivo, avanzamento nella comparazione, nell’atto della sua stessa resa in testo scritto. Il risultato che si intendeva ottenere era quello di mettere in scena un ‘io’ che sprofonda con leggerezza nel divenire degli eventi, nella riflessione sul testo che prende corpo, nella comparazione che si mette in atto come pratica citazionista riflessa e transitiva e allo stesso tempo come atto altalenante di accostamento e di distanziazione di due diversi autori. Un primo elemento di originalità del contributo consiste innanzitutto nell’accostamento dei due studiosi: infatti, nonostante tutt’e due, Malinowski e Bloch, durante la prima guerra mondiale si trovino sul campo a sperimentare forme diverse di partecipazione e osservazione, non sono stati mai, dagli antropologi e dagli storici, presi in conto incrociandone i rispettivi sguardi teorici e empirici. Un secondo elemento di originalità deriva dal fatto che, grazie alla riflessione sui testi di Malinowski e Bloch, si sono rivelati alcuni processi di disciplinarizzazione del sapere dell’antropologia e della storia. Più particolarmente, si è messo in dubbio il principio secondo cui la ricerca sul campo sia esclusivo uso (e invenzione) dell’etnoantropologia e la meditazione sulla struttura della temporalità sia soprattutto oggetto riservato della storiografia. Un terzo elemento di originalità del contributo si fonda sul tentativo di addomesticamento del quotidiano e, su questa base, sul progetto di avviare una riflessione più generale sull’antropologia dei processi ordinari.