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RAIMONDO INGRASSIA

IL WHISTLE-BLOWING COME STRUMENTO DI CONTROLLO INTERNO DELLE ORGANIZZAZIONI

  • Autori: Ingrassia, R.
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Tipologia: Articolo in rivista (Articolo in rivista)
  • Parole Chiave: white collars,whistleblowing, internal organizational control
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/43772

Abstract

Il Whistle-Blowing come strumento di controllo interno delle organizzazioni Nelle organizzazioni pubbliche e private si consumano abusi di vario ordine e grado. Si tratta di condotte che non sempre sono definibili come reati in senso tecnico ma che tuttavia sono censurabili, al pari dei reati, perché capaci di produrre danni gravi alla società e alle stesse organizzazioni. Gli abusi cui si fa riferimento vengono commessi nell’abituale esercizio di funzioni istituzionali, manageriali, specialistiche e, perfino, esecutive. La tradizione culturale sociologica e criminologica li ha ascritti tra i cosiddetti crimini dei colletti bianchi, sebbene la locuzione abbia assunto nel corso del tempo anche altri significati e incluso fattispecie di condotte non strettamente legate al lavoro organizzato legale. Il problema che si pone quando si parla di abusi dei colletti bianchi nel mondo del lavoro è quello di sottoporre al giudizio della collettività condotte discutibili sul piano etico, manageriale, professionale e giuridico delle quali però è difficile avere conoscenza in quanto esse vengono consumate al chiuso di ambienti organizzativi complessi e, spesso, poco permeabili alla società. Un rimedio possibile in questi casi è quello di utilizzare forme di informazione e controllo interne che siano in grado di dare contezza di atti, decisioni e responsabilità imputabili alle organizzazioni e ai membri che ne fanno parte. Una forma di controllo privilegiata per la qualità delle informazioni che è in grado di fornire è la denuncia pubblica degli abusi da parte del prestatore di lavoro legato all’organizzazione da un rapporto di dipendenza. Il mondo anglosassone ha metaforicamente etichettato tale pratica con il termine di “whistle-blowing”, letteralmente “soffiare il fischietto”, prendendo a prestito la suggestiva immagine dei poliziotti urbani londinesi (i cosiddetti “bobbies”) che “soffiano” appunto “il fischietto” per segnalare abusi e crimini commessi lungo le strade metropolitane. La denuncia pubblica all’interno delle organizzazioni, se ben governata, può dare un contributo non indifferente al controllo e al contenimento degli abusi commessi nello svolgimento delle normali attività di lavoro. In questo articolo saranno oggetto di approfondimento alcuni aspetti critici legati al fenomeno del whistle-blowing nelle organizzazioni:  le tipologie di abusi più comuni;  il profilo identitario dei soggetti che li denunciano;  i fattori oggettivi che influenzano le decisioni di denuncia;  i rischi legati alle attività di denuncia;  l’efficacia del whistle-blowing  la tutela giuridica e le policy del whistle blowing. La tesi di fondo sostenuta in questo articolo è che la denuncia pubblica degli abusi debba fare leva sulla responsabilità personale dei membri dell’organizzazione e che il contesto organizzativo e istituzionale nei quali essi operano debbano svolgere una funzione di facilitazione, incentivo e protezione dell’iniziativa individuale.