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MARIAROSA GIARDINA

Qualità dell’aria: il Fuzzy Environmental Analogy Index Model (FEAIM) per valutare l’idoneità delle stazioni ai fini modellistici

  • Autori: Giardina Mariarosa, Buffa Pietro, Anna Maria Abita, Giuseppe Madonia
  • Anno di pubblicazione: 2020
  • Tipologia: Capitolo o Saggio
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/427581

Abstract

Tutte le attività volte a studiare le cause primarie e gli effetti dell’inquinamento atmosferico richiedono l’impiego di una rete di monitoraggio della qualità dell’aria ottimizzata per la valutazione dell’esposizione dei bersagli recettori agli effetti degli inquinanti aerodispersi. Nell’ambito di una collaborazione tra ARPA Sicilia e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, sono state condotte ricerche per sviluppare una metodologia innovativa utile per ottimizzare l’assetto delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria su scala regionale. L’approccio metodologico si fonda su un nuovo indice, chiamato indice di analogia ambientale del territorio (FEAI), basato sulla teoria degli insiemi sfumati - fuzzy. FEAI è dedotto combinando due indici: l’indicatore di pressione meteorologica (MPI) e l’indicatore di pressione antropica (API). MPI permette di studiare, per il territorio esaminato, analogie orografiche e meteorologiche (in particolare anemologiche) tra aree diverse al fine di confrontarne il funzionamento fluidodinamico nello strato basso della troposfera; API ha la funzione di indicizzare gli impatti legati a fonti antropiche o naturali su scala regionale, permettendo di mettere a confronto le pressioni su zone limitate appartenenti alle medesime aree funzionali (agglomerati urbani, agglomerati industriali, altre zone). Il modello FEAIM è stato applicato all’analisi della rete della Regione siciliana. I risultati ottenuti hanno permesso di confermare la capacità dell’indice FEAI di indagare le somiglianze tra le aree limitrofe, in termini di pressioni ambientali dovute a fonti antropiche e naturali. Inoltre, ha consentito di mettere in evidenza nuovi aspetti di funzionamento della rete e confermarne altri che già da tempo si erano manifestati, come evidenze empiriche, nelle attività di monitoraggio della qualità dell’aria.