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ANTONINO GIARRATANO

CARDIOPROTEZIONE ED ANESTESIA EPIDURA- LE TORACICA: UN CASO DI ISCHEMIA MIOCAR- DICA POSTOPERATORIA

  • Autori: Geraci, C.; Aiello, V.; Accurso, G.; Benenati, V.; Corpora, G.; Conte, F.; Giarratano, A.
  • Anno di pubblicazione: 2013
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/102264

Abstract

Obiettivo. Analisi dell’effetto cardioprotettivo perioperatorio dell’anestesia peridurale toracica (TEA) in un paziente car- diopatico sottoposto a chirurgia non cardiaca. Materiali e metodi. Paziente di 59 anni affetto da patologia neoplastica, BPCO severa, insufficienza renale cronica e car- diopatia ipertensiva (ASA IV), viene sottoposto ad intervento chirurgico di cistectomia radicale e resezione duodeno-digiu- nale. In fase preoperatoria si posiziona un catetere epidurale (T10) e si somministra un bolo di Levobupivacaina (75 mg) e Fentanest (0,05 mg). Si procede a monitoraggio intraoperato- rio con CardioQ che evidenzia uno stato ipotensivo iniziale con bassa portata e basse resistenze. Trascorsi 150 minuti si somministra un bolo peridurale con Levobupivacaina (25 mg) e Fentanest (0,005 mg). Al termine della chirurgia si procede alla somministrazione mediante pompa infusionale di Levo- bupivacaina (1.25 mg/ml) e Morfina (0,05 mg/ml) alla veloci- ta di 5 ml/h; Il paziente si trasferisce in UTI dove si continua l’infusione peridurale per le successive 24h. Ridotta la velocitàdi infusione si sospende la stessa e dopo 4 h si assiste a com- parsa di dolore toracico con sottoslivellamento del tratto ST- T in sede antero-laterale e relativa diagnosi di angina instabi- le. Risultati. Dall’analisi del monitoraggio intraoperatorio e postoperatorio (Tabelle I, II) non si rileva alcuna alterazione dei parametri emodinamici ed elettrocardiografici suggestiva di un evento ischemico. I suddetti parametri si sono mantenu- ti nel range di valori fisiologici per tutta la durata dell’infusio- ne peridurale, e successivamente in seguito alla sospensione della stessa si è verificata la comparsa dell’evento ischemico, correlato all’aumento delle resistenze vascolari periferiche come documentato dal PRAM. Discussione. La TEA, attraverso il controllo del dolore perio- peratorio e della risposta simpatico-adrenergica, determina una vasodilatazione delle arterie coronarie stenotiche e una riduzione degli episodi di ischemia miocardica 1,2. Dall’analisi della letteratura 3 e dai dati obiettivi emersi si ipotizza che la sospensione del protocollo anestesiologico attraverso la TEA abbia indotto una riduzione della cardioprotezione e di con- seguenza un incremento del rischio potenziale di malattia coronarica acuta.