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TIZIANA ROSA LUCIANA FIRRONE

Prologo alla Progettazione Ambientale : l'impatto dell'attività edilizia sull'equilibrio ecosistemico del pianeta

Abstract

Il progressivo miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo, registrato a partire dalla fine del XVIII secolo nei Paesi a più alto sviluppo economico e favorito dalla crescita delle attività industriali, dell’agricoltura, dell’allevamento, degli scambi commerciali e culturali, ha determinato l’aumento della popolazione mondiale che negli ultimi sessant’anni si è triplicata. La continua crescita demografica e le esigenze a questa connesse sono stati determinanti nell’opera di antropizzazione, spesso disordinata e distruttiva, condotta dall’uomo nel tempo e del conseguente impatto sull’equilibrio ecosistemico del Pianeta. L’intervento umano sul territorio ha generato gravi alterazioni ambientali che hanno influenzato la normale evoluzione dei processi naturali con esiti evidenti e spesso devastanti. Oggi più della metà della popolazione mondiale vive in aree antropizzate in costante espansione e, secondo uno studio condotto dall’ONU, nei prossimi 20 anni, 3 miliardi di persone avranno bisogno di una nuova casa. La crescente domanda di abitazioni, di infrastrutture, di grandi opere di ingegneria, pur di riconosciuta utilità, hanno fatto dell’attività edificatoria uno dei settori industriali a più alto impatto ambientale a causa dello sfruttamento delle risorse e dell’utilizzo del territorio (l’attività edilizia è responsabile del 40% del consumo delle materie prime), dell’alto consumo energetico - pari a circa un terzo di quello mondiale - e delle emissioni in atmosfera a questo connesse e, non ultimo, per l’impiego di materiali di sintesi e di origine petrolchimica che determinano gravi problemi di inquinamento ambientale durante tutto il loro ciclo di vita. Il 45% dell’inquinamento atmosferico globale è attribuibile all’industria delle costruzioni. Molti tecnici, progettisti, costruttori e fruitori ignorano i processi di estrazione, produzione, trasformazione, lavorazione, applicazione, uso e smaltimento dei materiali in commercio e coloro che ne sono consapevoli, a volte sottovalutano le problematiche a questi relative per scarsa sensibilità o, peggio, per interessi economici o politici. Inoltre, le complesse lavorazioni alle quali vengono sottoposte molte materie prime sono responsabili della produzione di grandi quantità di scarti e di conseguenti processi di smaltimento, spesso delicati e complessi. L’industria edilizia in Europa, produce il 50% dei rifiuti totali. Il volume affronta cause e conseguenze delle alterazioni ecosistemiche, profonde e spesso irreversibili, generate dai fenomeni di antropizzazione a scala globale e da pratiche inadeguate e in alcuni casi dissennate che si susseguono a ritmi sempre più accelerati compromettendo la vita stessa degli esseri viventi ed il futuro delle nuove generazioni. Perdita dell’identità localistica, trasformazione territoriale, metropolizzazione incontrollata, sfruttamento indiscriminato di risorse, deterioramento e inquinamento di suoli, acque, aria, accumulo di rifiuti, cambiamenti climatici, hanno modificato irrimediabilmente le caratteristiche del nostro Pianeta ponendoci di fronte a nuovi contesti ambientali con i quali confrontarci. Conoscere questi fenomeni, le cause che li hanno determinati, le possibili conseguenze del ripetersi di azioni sconsiderate, è un atto di responsabilità al quale ognuno di noi è chiamato ad ottemperare. Particolare attenzione e sensibilità spetta senz’altro a chi opera nel settore edile e a coloro che sono chiamati ad affrontare aspetti progettuali e decisionali che riguardano il futuro dell’umanità e non solo. Nell’ottica delle ormai improrogabili esigenze di un intervento di riassestamento della situazione ambientale, la Progettazione Ambientale assume un ruolo fondamentale per le sue precipue finalità volte a stabilire nuovi equilibri tra ambiente naturale e antropico e nuovi parametri di efficienza ecologica ed energetica per un