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MARIA DI GIOVANNA

Alle soglie dei moderni territori dell'interiorità. "La Orestilla" di Girolamo Brusoni.

Abstract

Il saggio evidenzia gli esiti fortemente innovativi di un romanzo secentesco (La Orestilla, 1652): soprattutto il volto contraddittorio del principale personaggio maschile è visto come un preannuncio di nuove tipologie che nel romanzo moderno avrebbero attentato all'unità interiore del soggetto, illuminando sofferte scissioni e conflittualità nelle vita profonda della psiche. Accantonando (almeno in relazioni al Brusoni) il topos critico della presunta disattenzione dei romanzieri d'età barocca per gli spazi dell'animo, l'autrice pone al centro del suo studio proprio la complicata tessitura dell'aggrovigliato caso psicologico, cui è subordinato l'intero impianto del testo, che predispone anche percorsi di ricerca delle lontane origini dell'ambivalenza del protagonista e prepara poi una successione di momenti atti a suggerire l'avvio di una sua difficile evoluzione interiore. Altri aspetti originali di quel romanzo brusoniano sono pertanto individuati: la penetrazione in territori inediti e intimi della vita privata, l'esplorazione delle stagioni della fanciullezza e dell'adolescenza sulla traccia di lontani traumi, la sperimentazione di un aurorale Bildungsroman.