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GIUSEPPE DI BENEDETTO

Allestimento del Museo Civico nel convento dei Padri Cappuccini a Bisacquino, Palermo; Allestimento del Museo "La Fabbrica di Guglielmo" nell'Abbazia benedettina di Santa Maria La Nuova a Monreale

  • Autori: DI BENEDETTO, G.
  • Anno di pubblicazione: 2015
  • Tipologia: Scheda di catalogo, repertorio o corpus (Schede di catalogo)
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/176282

Abstract

1. Scheda Allestimento del Museo Civico nel convento dei Padri Cappuccini a Bisacquino, Palermo. Il progetto di allestimento museale s’inserisce nel quadro specifico proprio del museo della cultura materiale. La qualità architettonica complessiva del convento dei frati cappuccini pone la necessità di armonizzare l’allestimento museale con il carattere specifico degli ambienti costitutivi il complesso claustrale, individuati, nel progetto di restauro dell’edificio, come spazi espositivi. Proprio l’intendimento dell’allestire “come arte del porgere; ovvero mostrare con misura e porgere con intelligenza” ha indotto verso scelte progettuali declinate in ragione del percorso narrativo del museo e nel contempo in grado di esaltare le peculiari qualità degli spazi esistenti. Al fine di costituire diverse situazioni spaziali interpretative delle specificità geometrico- configurative e dimensionali delle singole sale, le forme degli espositori variano di ambiente in ambiente raggiungendo tal volta l’effetto di veri e propri apparati scenici. In tal modo ogni spazio si presenta come frammento di un “paesaggio d’interni” che si ricompone nell’unitarietà dell’allestimento e della serrata sequenza degli ambienti ad infilata del convento. 2. Scheda Allestimento del Museo "La Fabbrica di Guglielmo" nell'Abbazia benedettina di Santa Maria La Nuova a Monreale Il complesso monumentale Guglielmo II con il suo inestricabile sistema di gallerie e sale, con i suoi punti di affaccio privilegiato verso scenari paesaggistici e architettonici straordinari, contiene, nel suo intimo, il senso profondo del tema museale. La memoria stessa, soprattutto quella dell’antico cenobio benedettino offuscata dai recenti lavori di restauro, costituisce il tema cui il progetto tenta di dare forma, ospitando in successione concatenata di apparati allestitivi e scenografici, repertori iconografici, proiezioni, effetti luminosi, sonori ed olfattivi, ricostruzioni virtuali, voci fuori campo carichi del senso della storia che li rende elementi significanti, capaci di dialogare, facendoli risuonare, con i ricordi, i documenti, gli echi di atmosfere antiche che in questi specifici luoghi si conservano. Allestendo si tessono dunque relazioni con uno spazio che accoglie, include, ospita; relazioni che comunque in ognuno degli ambiti architettonici dell’edificio interessati non tendono a celare, occultare, velare il “contenitore”, ma piuttosto tentano di leggerlo, commentarlo, evidenziarlo al fine di emblematizzarlo.