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TIZIANA CAMPISI

Soluzioni per la ventilazione naturale e precetti igienici nell’edilizia ospedaliera tra Ottocento e Novecento

Abstract

La ventilazione, il riscaldamento e raffrescamento, il soleggiamento divennero, tra Ottocento e Novecento, strumenti imprescindibili per garantire la salubrità dell’aria e degli ambienti, sia nel caso di risanamento di edifici esistenti, sia nella realizzazione di nuove costruzioni. La tipologia degli ospedali era, al pari delle scuole, teatri, mercati quella in cui i sistemi di ventilazione finalizzati all’igiene dell’aria erano studiati con più accuratezza. Si ricorreva ad ingegnosi espedienti che consentivano di mantenere nello stabilimento sanitario quelle condizioni che garantissero il comfort ambientale, evitando l’entrata di aria dai padiglioni delle malattie infettive; particolare importanza ai fini della ventilazione assumeva anche la forma della sezione trasversale degli ambienti, che non doveva consentire la formazione di zone in cui non avvenisse il ricambio dell’aria. In questo studio si esaminano le teorizzazioni contenute nei testi tecnici, le realizzazioni pratiche e le originali soluzioni per il sistema di ventilazione naturale delle sale d’infermeria riportate nelle riviste di settore dell’epoca, che si ispiravano spesso a criteri di economicità, rifacendosi alla tradizione costruttiva dei mercati, in cui da tempo si sperimentavano sistemi di ventilazione atti a mantenere fresche le merci; si analizzano, i sistemi di configurazione interna degli ambienti per il tramite di soffitti inclinati, lucernari, murature ad intercapedine con sofisticati meccanismi di captazione ed evacuazione delle correnti d’aria e, ancora, i sistemi di regolazione dei flussi d’aria in funzione delle condizioni esterne. L’ingegnosa semplicità di questi sistemi di ventilazione naturale, consente oggi, nell’ambito delle tematiche che caratterizzano il costruire sostenibile, di apprezzare come alcune di tali soluzioni possano presentare costi ridotti in termini energetici ed ambientali, consentendo allo stesso tempo un’interpretazione più profonda degli organismi edilizi esistenti. Questo approccio, in particolare per l’edilizia storica, consente di riabilitare anche la logica impiantistica dell’edificio, evitando di imporre soluzioni tecnologiche, in alcuni casi, incompatibili con gli interventi di restauro.