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FRANCESCO CARAPEZZA

Daude de Pradas (?), Belha m'es la votz autana (BdT 124.5)

  • Autori: Carapezza, F.
  • Anno di pubblicazione: 2012
  • Tipologia: Articolo in rivista (Articolo in rivista)
  • Parole Chiave: Lirica trobadorica; critica attributiva
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/71004

Abstract

L’attribuzione di questo componimento lirico al trovatore rouergate Daude de Pradas secondo l’unico latore occitano, ovvero il canzoniere C, è stata considerata impossibile o per lo meno sospetta da molti studiosi per il solo fatto che la sua prima strofa è citata, come «chançon auvrignace», all’interno del Roman de la Rose (o Guillaume de Dole) attribuibile a Jean Renart e datato inizialmente ai primissimi anni del sec. XIII. Il criterio cronologico, anche alla luce della recente collocazione dell’attività poetica di Daude fra il 1191 e il 1242 (Larghi), risulta comunque insufficiente per dirimere la questione attributiva. In questo contributo – dove si propone un’edizione del testo formalmente più conservativa rispetto a quella di Appel (1890) finora di riferimento, senza traduzione o note – vengono presentati e discussi per la prima volta dati d’ordine codicologico (ordinamento e fonti della sezione Daude de Pradas in C), metrico, stilistico-tematico e anche musicale, sulla base della notazione presente nel ms. W. Si perviene così all’ipotesi che la canzone 124.5 sia opera d’un autore appartenente al filone degli imitatori di Marcabru e dunque relativamente antico (terzo quarto del sec. XII), mettendo da parte l’attribuzione isolata a Daude de Pradas.