Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

CHIARA CAPPADONIA

Un approccio multi-scala per la valutazione della suscettibilità da frana a livello regionale: il progetto SUFRA (SUscettibilità da FRAna) in Sicilia

  • Autori: Agnesi, V.; Angileri, S.; Arnone, G.; Calì, M.; Calvi, F.; Cama, M.; Cappadonia, C.; Conoscenti, C.; Costanzo, D.; Lombardo, L.; Rotigliano, E.
  • Anno di pubblicazione: 2012
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • Parole Chiave: SUFRA, suscettibilità, Sicilia, multiparametrico
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/66545

Abstract

L’attuale versione del PAI (Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico) disponibile per il territorio siciliano è fortemente dipendente dallo scenario di dissesti passati censiti e catalogati, sulla base dei quali, utilizzando un sistema di matrici di valutazione, è possibile ricavare le condizioni di rischio geomorfologico associato. Questo stadio costituisce un primo grande avanzamento delle conoscenze a partire dal quale è ora necessario procedere alla valutazione della suscettibilità da frana e all’adozione dunque di uno strumento di analisi territoriale con carattere previsionale. La realizzazione di una cartografia della suscettibilità da frana a scala regionale pone d’altra parte una serie di problemi di approccio e di tecnica realizzativa, che derivano dalla necessità di trovare un compromesso tra estensione territoriale e risoluzione dei modelli previsionali e, dunque, di risoluzione dei dati necessari in ingresso. Il progetto SUFRA muove dalla stessa analisi metodologica del progetto TIER ma, alla luce della disponibilità per il territorio siciliano di tematismi geologici con maggiore dettaglio e inventari delle forme franose densamente popolati, diverge da questo sia nei dati in ingresso sia nei metodi di costruzione dei modelli, che vengono implementati per la valutazione della suscettibilità nei tre livelli in Sicilia. Tutti i livelli di mappatura sfruttano strati informativi con informazioni riguardo alla geologia, al clima, all’uso del suolo e ai dati sismici. Il progetto SUFRA mira dunque a realizzare una cartografia a varia scala della suscettibilità, articolata secondo i tre livelli: SUFRA100 (scala 1:100,000), SUFRA50 (scala 1:50,000) e SUFRA25/10 (scala 1:25,000 o 1:10,000). SUFRA100 è basato su un approccio euristico utilizzando un DEM con cella di 250 metri derivato dall’IGMI. Le unità di mappatura sono celle quadrate di 1 km di estensione. I modelli sono validati rispetto ai LIP (punti identificazione della frana) che vengono riclassificati con adozione di una semplificazione in due sole principali tipologie (frane di scarpata e frane di versante) dell’archivio PAI, disponibile per tutto il territorio regionale. La rappresentazione di uscita, a questo livello saranno limiti amministrativi come quelli comunali o provinciali. SUFRA50 si basa sull'analisi statistica sfruttando la disponibilità delle nuove carte geologiche (CARG) e un DEM ottenuto ricampionando a celle di 20 metri di lato il DEM ATA2007/08. L’inventario delle frane, utilizzato per questo livello è l’IFFI2012_LIP (solamente il primo livello) che è il risultato della conversione in formato IFFI dell'archivio PAI, che sarà supportato e implementato da un controllo remoto delle aree individuate (sfruttando le foto aeree ATA2007). La rappresentazione di uscita del SUFRA50 sarà basata su confini fisiografici (bacini idrografici) e/o amministrative (comuni). SUFRA10/25 si basa sull'analisi statistica delle carte CARG (verificate con un lavoro di campagna) e sfruttando l’alta risoluzione del DEM ATA2007. Le unità di mappatura di base corrispondono alle unità di versante (SLU), derivate da una nuova ripartizione delle unità idromorfometriche in modo da ottenere unità con coerenza morfodinamica. Gli inventari di frana sono il risultato di una successiva implementazione dell’archivio IFFI2012, controllato e verificato da remoto e con indagini di campo. Esempi di SUFRA_100, SUFRA_50 e SUFRA_10 sono stati realizzati per qualche settore rappresentativo di diversi contesti geologici e geomorfologici Siciliani. I primi risultati attestano per la fattibilità e la bontà del protocollo proposto.