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Pubblicare in Open Access: vantaggi e implicazioni legali

24-gen-2012

settore biblioteca digitale - ateneo di palermo

 

 

Pubblicare ad accesso aperto consente di disseminare in rete, immediatamente e senza ostacoli, il proprio lavoro scientifico appena prodotto, conferendo massima visibilità e impatto all’attività intellettuale dell’autore.


Prima di pubblicare in open access è necessario prendere consapevolezza dei propri diritti di autori dei contributi che si intendono diffondere e delle implicazioni legali della pubblicazione in un repository o in una rivista ad accesso aperto.


Le pagine che seguono danno risposta ai principali quesiti sull’argomento


Che cos’è un Repository istituzionale di Ateneo?
Perché per un autore accademico è vantaggioso autoarchiviare la propria ricerca su un Repository istituzionale?
Che cosa significa autoarchiviare un documento?
Perché è più vantaggioso pubblicare in un Repository piuttosto che in rete o in un sito personale?

Informazioni su diritti e copyright per gli autori scientifici

 

 

 

Che cos'è un Repository istituzionale di Ateneo?

 

Il Repository (deposito istituzionale / open archive) è la vetrina elettronica privilegiata e immediatamente visibile dove un’istituzione universitaria espone i risultati della ricerca di produzione interna.

Un deposito istituzionale conferisce visibilità, notorietà e prestigio all’attività scientifica dell’Ateneo,  è interoperabile con  l’Anagrafe della ricerca locale e nazionale ed è compatibile  al protocollo OAI-PMH, con la conseguenza che i contenuti digitali scientifici in esso depositati vengono massicciamente indicizzati dai motori di ricerca, conferendo alti livelli di impatto ai rispettivi autori.


Il repository e’ un deposito digitale in linea, aperto e visibile a tutti, dove docenti e ricercatori autoarchiviano, attraverso un procedimento semplice ed intuitivo che richiede meno di 10 minuti, il full-text della propria ricerca in modo tale che sia immediatamente visibile, ricercabile e usabile dalla comunità scientifica.


Oltre ai preprints e ai postprints (laddove possibile) nei depositi istituzionali è possibile archiviare tutta la letteratura grigia prodotta nelle università utilizzata ai fini della ricerca e/o della didattica: tesi e dissertazioni, brevetti, working papers, atti di convegni, materiale didattico, etc.

 

 

Perché per un autore accademico è vantaggioso archiviare la propria ricerca su un Repository istituzionale?

 

  • massima visibilità, rapidità e impatto alla propria ricerca con conseguente aumento delle citazioni legate al nome dell’autore e maggiorni prospettive di carriera
  • ranking molto elevato dei documenti archiviati su un repository conforme al protocollo OAI-PMH: i documenti depositati vengono recuperati per primi dai motori di ricerca
  • in futuro le metriche di valutazione della ricerca non potranno basarsi più soltanto sull’Impact Factor, ma sono allo studio nuovi indici bibliometrici che privilegiano indicatori legati all’uso (download) e alle citazioni (webometria)
  • in rete il proprio lavoro ha la possibilità di ottenere una peer review più trasparente ed efficace
  • in un repository ad accesso aperto l’eventualità che il proprio lavoro venga letto non è influenzata dalla possibilita di pagare il costo elevato di un abbonamento editoriale
     

 

Che cosa significa autoarchiviare un documento?

 

Il documento viene depositato personalmente dall’autore (o con l’aiuto dei bibliotecari referenti) nel deposito istituzionale attraverso una procedura informatica guidata che, attraverso un’interfaccia web intuitiva, consente di descrivere il documento attraverso opportuni metadati (data, titolo, nome dell'autore, etc.) e di caricarne il full-text.

 

 

Perché è più vantaggioso pubblicare in un Repository piuttosto che in rete o in un sito personale?

 

Pubblicare in Internet ad accesso gratuito incrementa sicuramente la possibilità che il proprio lavoro venga letto e citato maggiormente rispetto ad una circolazione esclusivamente in cartaceo o in elettronico su una rivista a pagamento.

 

Tuttavia, la reperibilità di un documento digitale a seguito di interrogazione fatta su un motore di ricerca come Google raggiunge l’apice e la massima possibilità di successo nel recupero solo se il sito in cui è depositato sfrutta la tecnologia OAI.

 

I depositi istituzionali utilizzano un software OAI-compatibile

 

Informazioni su diritti e copyright per gli autori scientifici


Se siete sul punto di firmare un contratto per pubblicare su una rivista tradizionale ma volete riservarvi la possibilità di pubblicare in futuro i vostri lavori in un journal open access o di archiviarli nel deposito istituzionale OA è fondamentale prendere coscienza dei propri diritti di proprietà intellettuale e preservarli.

 

Nell’ottica della disseminazione dei propri risultati della ricerca è fondamentale per l’autore mantenere i diritti necessari per l’autoarchiviazione nel deposito istituzionale o in un deposito disciplinare per successive rielaborazioni. Questo è tanto più fondamentale se le pubblicazioni (come spesso avviene) sono finanziate dalla Facoltà o dai Dipartimenti.

 

Quando pubblichiamo un articolo scientifico con un editore su rivista tradizionale in abbonamento firmiamo un contratto editoriale (license agreement) che ci viene proposto senza sapere (spesso) che stiamo per cedere tutta una serie di diritti aggiuntivi che possiamo E DOBBIAMO invece mantenere per poter in futuro riutilizzare il nostro articolo per una serie di attività legittime che ci spettano in quanto autori:

 

  • autoarchiviarlo nel deposito istituzionale del nostro Ateneo
  • inviarlo ai nostri colleghi
  • distribuirlo a lezione
  • includerne parti in una successiva opera
  • ripresentarlo a seminari e convegni

 

La legge italiana sul diritto d’autore (L. 633/41) prevede espressamente all’art. 19: «I diritti esclusivi previsti dagli articoli precedenti sono fra loro indipendenti. L’esercizio di uno di essi non esclude l’esercizio esclusivo di ciascuno degli altri diritti». Ciò significa che non occorre cedere in blocco tutti i diritti all’editore, ma si può cedere (gratuitamente o a pagamento) anche solo un diritto e mantenere gli altri, e in caso di cessione non esclusiva lo stesso diritto può essere ceduto a più soggetti.

 

Gli editori per pubblicare non hanno bisogno della cessione esclusiva di tutto il fascio di diritti di sfruttamento economico.

 

E quindi, per mantenere i propri diritti, si possono utilizzare una serie di strumenti legali:


Per informazioni più ampie e per scaricare l’Addendum al contratto editoriale di SPARC consulta la sezione “Autori scientifici e copyright” della pagina sul Diritto d’autore a cura di Antonella De Robbio (Università degli studi di Padova).

 

Aggiornamento della pagina: 11.11.2013

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