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Presentato il Bilancio 2025 con un utile di 10,3 milioni di euro. Il Rettore: «Investiremo in nuove aule, nel recupero del patrimonio storico-monumentale e in interventi per la sicurezza e la sostenibilità»

7-lug-2026

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L'Università degli Studi di Palermo chiude il bilancio di esercizio 2025 con un utile di 10,3 milioni di euro, quasi quattro volte superiore rispetto ai 2,7 milioni registrati nel 2024. Un risultato che conferma la solidità della gestione economico-finanziaria dell'Ateneo e rafforza la sua capacità di investire nello sviluppo della didattica, della ricerca e delle infrastrutture universitarie, mantenendo al tempo stesso una forte attenzione alle politiche di inclusione e al diritto allo studio.

Il risultato è il frutto di una strategia che ha saputo coniugare equilibrio dei conti, crescita dell'Ateneo e capacità di attrarre nuove risorse. Se da un lato il bilancio 2025 beneficia del parziale recupero del Fondo di Finanziamento Ordinario, dall'altro consolida il percorso di crescita intrapreso dall'Università di Palermo, che continua a distinguersi tra gli Atenei più dinamici del Paese affermandosi come l’Ateneo più attrattivo d’Italia.

Le immatricolazioni ai corsi di laurea e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico sono aumentate del 10,5% nell’ultimo quadriennio, raggiungendo 11.821 immatricolati nell’anno accademico 2025/26. Nello stesso periodo, gli studenti stranieri immatricolati sono cresciuti del 54,3%.

Particolarmente significativo l’incremento delle immatricolazioni nei Poli territoriali di Trapani, Agrigento e Caltanissetta, quasi raddoppiate nell’ultimo quadriennio (+99,8%). È cresciuto anche il numero dei laureati, con un aumento del 5,4% rispetto a quattro anni prima.

Risultati molto positivi anche per i corsi di laurea magistrale. Le immatricolazioni sono aumentate del 44,5% nell’ultimo quadriennio. Ancora più marcata la crescita degli studenti stranieri, aumentati del 165,1%. Nel 2025 (anno solare) i laureati magistrali sono cresciuti del 12,7% rispetto al 2021. Tra questi, le donne rappresentano il 61,5%, in aumento rispetto al 60,6% registrato nel 2021.

«Il bilancio 2025 – afferma il rettore dell'Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri dimostra che è possibile coniugare equilibrio economico, diritto allo studio e sviluppo. Ogni risorsa disponibile deve tradursi in maggiori opportunità per gli studenti, migliori condizioni di lavoro per il personale, laboratori più moderni, infrastrutture più sicure e servizi sempre più qualificati. Abbiamo scelto di continuare a investire sulle persone, mantenendo una contribuzione tra le più basse d'Italia e rendendo l'Università sempre più attrattiva».

Il risultato economico assume un valore ancora più significativo perché è stato raggiunto senza aumentare il peso economico a carico delle famiglie. UniPa continua, infatti, a garantire una delle no tax area più ampie del sistema universitario italiano e una contribuzione studentesca media di circa 600 euro, sensibilmente inferiore alla media nazionale, che supera i 1.100 euro.

«Questi risultati di particolare rilievo - sottolinea il prorettore vicario, Enrico Napoli - confermano la crescita reputazionale del nostro Ateneo, testimoniata da numerosi indicatori: dall'aumento degli studenti ai risultati conseguiti nei progetti di ricerca, compresi quelli finanziati dal PNRR. L'Università ha saputo cogliere con lungimiranza le opportunità offerte. Sono traguardi raggiunti nonostante un contesto complesso. Il parziale recupero dei finanziamenti ministeriali non bilancia l'inflazione e il crescente costo del personale, penalizzando molti atenei. Eppure, la nostra università continua a crescere senza gravare sulle famiglie: circa due terzi degli studenti sono infatti esonerati dal pagamento delle tasse universitarie».


      


Le risorse generate dalla gestione saranno in parte destinate a un articolato piano di investimenti volto a migliorare la qualità della didattica, della ricerca e della vita universitaria. In considerazione del bassissimo indice di indebitamento dell’Ateneo sarà proposto al Consiglio di Amministrazione la possibile accensione di un mutuo destinato agli investimenti per le infrastrutture.

Tra gli interventi prioritari figurano la realizzazione di nuovi spazi destinati agli studenti: ampliamento del complesso didattico con nuove aule, aree studio e di coworking nel campus di viale delle Scienze, così da accompagnare la costante crescita degli iscritti e rendere sempre più efficiente l'organizzazione delle attività didattiche.

Una parte significativa degli investimenti sarà inoltre destinata alla sicurezza e alla sostenibilità del patrimonio edilizio universitario, attraverso la valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici, gli interventi di adeguamento antincendio, l'efficientamento energetico, la riduzione dei consumi e la riqualificazione degli immobili del campus.

Il piano comprende anche un importante programma di recupero e valorizzazione del patrimonio storico-monumentale dell'Ateneo. Tra gli interventi più significativi figureranno la realizzazione del Museo delle Scienze nella sede universitaria di via Lincoln, il completamento del recupero dell'antico giardino dello Steri e la riqualificazione delle aree esterne del complesso monumentale.

Proseguiranno inoltre gli interventi già avviati sull'ex Convento della Martorana, sull'ex Convento dei Teatini e sugli edifici storici di via Archirafi, contribuendo alla restituzione alla città di un patrimonio architettonico e culturale di straordinario valore e rafforzando il ruolo dell'Università quale motore di sviluppo urbano e culturale.

«La solidità dei conti – sottolinea il direttore generale dell'Università degli Studi di Palermo, Antonio Sorce non rappresenta un obiettivo in sé, ma uno strumento per sostenere lo sviluppo dell'Ateneo. Il risultato raggiunto è il frutto di una gestione improntata alla programmazione, alla sostenibilità economica e all'efficienza amministrativa. La vera sfida è continuare a coniugare capacità di investimento, sostenibilità finanziaria e qualità dei servizi, mantenendo una programmazione prudente e di lungo periodo. L'Ateneo continuerà infatti a monitorare con particolare attenzione l'evoluzione dei costi del personale e delle risorse disponibili attraverso il Fondo di Finanziamento Ordinario, così da garantire nel tempo gli equilibri di bilancio e la sostenibilità del programma di investimenti».

Accanto ai risultati del bilancio ordinario, UniPa registra un importante traguardo anche nell'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L'Università di Palermo ha raggiunto una capacità di spesa pari al 98% delle risorse assegnate, collocandosi tra gli Atenei italiani con le migliori performance nell'attuazione dei progetti finanziati dal PNRR.

Il completamento delle attività progettuali ha inoltre generato un overhead di circa 15 milioni di euro, attualmente oggetto delle ultime verifiche ministeriali. Anche tali risorse saranno integralmente reinvestite nello sviluppo dell'Ateneo, attraverso il finanziamento di nuovi laboratori, grandi attrezzature scientifiche, infrastrutture per la ricerca e interventi destinati a rafforzare la competitività dei gruppi di ricerca.


      


A queste risorse si aggiungono i finanziamenti già disponibili nell'ambito del progetto AteLiER - importante progetto di ricerca e innovazione per il potenziamento delle infrastrutture di ricerca e del trasferimento tecnologico - e di altri programmi di ricerca nazionali ed europei.

In particolare, nel 2025 l’Ateneo ha ottenuto il finanziamento di oltre 20 nuovi progetti su programmi europei, internazionali e iniziative congiunte, ai quali si aggiungono 5 progetti finanziati nell’ambito dei programmi di cooperazione territoriale INTERREG. Complessivamente, nel corso dell’anno, sono stati attivi circa 100 progetti sostenuti da questi programmi.

Nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 sono stati finanziati 44 progetti, in continuità con le progettualità sviluppate grazie al PNRR.

Sul fronte dei fondi regionali, oltre al progetto ATELIER, finanziato sull’Azione 1.1.4 per la realizzazione di un’infrastruttura di ricerca, sono risultati ammissibili 79 proposte progettuali presentate dall’Ateneo nell’ambito del Programma Regionale FESR Sicilia 2021-2027 – Azione 1.1.1 A.

Nel 2025 sono stati inoltre avviati 23 nuovi progetti PRIN, finanziati attraverso lo scorrimento delle graduatorie e acquisiti 2 progetti FIS 2, trasferiti da altri Atenei su richiesta dei rispettivi Principal Investigator. A questi si aggiungono 3 progetti FIS 3, per i quali l’Ateneo è Ente ospitante.

Ulteriori 9 progetti hanno ottenuto finanziamenti da altri ministeri e da importanti fondazioni, tra cui AIRC e Fondazione Umberto Veronesi.

Per quanto riguarda il PNRR, oltre ai 20 progetti ai quali l’Ateneo ha partecipato direttamente, nel 2025 sono stati gestiti oltre 60 progetti finanziati ai Dipartimenti attraverso i bandi a cascata, per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro.

«L'obiettivo – conclude il Rettore – è trasformare ogni euro disponibile in opportunità per studenti, ricercatori e territorio. Più spazi per la didattica, laboratori più moderni, edifici più sicuri, una ricerca sempre più competitiva e un patrimonio storico restituito alla comunità: è questa l'Università che vogliamo continuare a costruire».

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il prorettore all’Internazionalizzazione e alla Panificazione didattica Fabio Mazzola, la dirigente dell’Area Economico-Finanziaria e Patrimoniale Francesca Sapienza, la dirigente dell’Area Organizzazione e sviluppo delle risorse umane Simona Viola, il dirigente dell’Area Sistemi informativi di Ateneo Riccardo Uccello e il dirigente dell’Area Terza missione Luca Vazzano.

       

 

Bilancio 2025 – I numeri principali

-          Utile di esercizio: 10,3 milioni di euro

-          Utile 2024: 2,7 milioni di euro

-          Capacità di spesa PNRR: 98%

-          Overhead PNRR: circa 15 milioni di euro

-          Nuovi progetti di ricerca finanziati ai Dipartimenti: 17 milioni di euro

-          Contribuzione media studentesca: circa 600 euro

-          Media nazionale della contribuzione: oltre 1.100 euro

-          Principali investimenti: nuove aule e spazi per studenti, sicurezza ed efficientamento del patrimonio edilizio, recupero del patrimonio storico-monumentale, laboratori e infrastrutture di ricerca.