Università di Palermo
Facoltà di Giurisprudenza
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LA RIFORMA UNIVERSITARIA

PREMESSA LA CARTA FONDAMENTALE LAUREA
LAUREA SPECIALISTICA DIPLOMI DI SPECIALIZZAZIONE DOTTORATI DI RICERCA
MASTER UNIVERSITARIO ORIENTAMENTO CREDITI E DEBITI FORMATIVI
PASSAGGIO AI NUOVI CORSI E CRITERI DI CONVERSIONE VERIFICA DELLA PREPARAZIONE VALORE DELLE VECCHIE LAUREE






PREMESSA

Con l'approvazione degli ultimi provvedimenti normativi si è completata la complessa e articolata procedura di rinnovamento dell'istruzione universitaria. La riforma era stata prevista dalla legge 127/97 con la quale venne delegata al Ministro dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica la disciplina della nuova organizzazione degli studi e dei titoli, acquisiti i pareri degli organi consultivi e delle commissioni parlamentari competenti. Le singole università hanno adottato i regolamenti didattici d'ateneo (che contengono tutti gli ordinamenti dei corsi di studio e che sono stati approvati dal Murst), e le Facoltà si sono occupate dell'organizzazione pratica dei nuovi corsi di laurea e di laurea specialistica, in modo da garantire scelte chiare e sicure agli studenti che si sono iscritti all'università nell' anno accademico 2001-2002. È, questo, un momento storico per l'università italiana, che ha ora l'opportunità di mettersi al passo con l'Europa e con una società che negli ultimi decenni è radicalmente cambiata.
Vediamo in sintesi, articolata per punti, come si presenta la nuova architettura del sistema.

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LA CARTA FONDAMENTALE DEL NUOVO ORDINAMENTO


La disciplina fondante del nuovo ordinamento di studi universitari è contenuta nel Dm 509/99, il c.d. "Decreto madre" dell'autonomia didattica degli atenei. In esso vengono tra l'altro disciplinati: la tipologia dei titoli; la disciplina generale delle classi di laurea e della definizione dei singoli corsi; la disciplina generale dei crediti (CFU); la disciplina generale dell'accesso ai corsi di studio; i ruoli degli organi interni agli atenei. Motivo conduttore di questo decreto è il "modello europeo" delineato al vertice dei ministri europei di Bologna (18-19 giugno 1999), che faceva seguito alla Dichiarazione della Sorbona (25 maggio 1998), confermato anche al vertice di Praga svoltosi il 18 e 19 maggio 2001.

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I NUOVI TITOLI ACCADEMICI: LA LAUREA (L)

La nuova laurea (L) si consegue al termine di un corso di studi di durata normale di tre anni e ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali e di specifiche conoscenze professionali finalizzate a una immediata "spendibilità" del titolo nel mercato del lavoro. Per essere ammessi a un corso di laurea occorre aver conseguito il diploma di scuola secondaria superiore e possedere un'adeguata preparazione iniziale. I Regolamenti didattici d'ateneo definiscono le competenze richieste per l'accesso e ne determinano, ove necessario, le modalità di verifica anche a conclusione di attività formative propedeutiche. Per conseguire la laurea lo studente deve aver acquisito 180 crediti.

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LA LAUREA SPECIALISTICA
Si consegue al termine di un corso di durata normale di due anni cui si accede con la laurea. La LS ha l'obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici. Per i corsi di studio regolamentati da normative dell'Unione Europea (medicina e chirurgia, medicina veterinaria, odontoiatria e protesi dentaria, farmacia) sono istituite lauree specialistiche cui si accede con il diploma di scuola secondaria superiore. Per conseguire la laurea specialistica lo studente deve aver acquisito complessivamente 300 crediti, compresi quelli già acquisiti con la laurea e riconosciuti validi per il relativo corso di laurea specialistica.

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IL DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE


Si consegue al termine di un corso di specializzazione e ha l'obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità per funzioni richieste nell'esercizio di particolari attività professionali e può essere istituito esclusivamente in applicazione a specifiche norme di legge o di direttive dell'Unione Europea (specialità mediche, formazione degli insegnanti, professioni legali).

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IL DOTTORATO DI RICERCA
Ha l'obiettivo di fornire le competenze necessarie per esercitare, nelle università, negli enti pubblici e privati, attività di ricerca di alta qualificazione. Vi si accede con la laurea specialistica oppure con altro titolo di studio conseguito all'estero e ritenuto idoneo. Il riconoscimento dell'idoneità è deliberato dall'università interessata, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti.

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IL MASTER UNIVERSITARIO
Le università possono attivare corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della laurea o della laurea specialistica, alla conclusione dei quali sono rilasciati master di primo e secondo livello. Il conseguimento del master universitario richiede l'acquisizione di almeno 60 crediti formativi universitari, oltre a quelli acquisiti per la laurea o la laurea specialistica che vi danno accesso.

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ORIENTAMENTO

La nuova normativa dà grande rilievo all'orientamento degli studenti, che diventa attività obbligatoria per le università. L'attivazione di iniziative di orientamento, ritenute tra l'altro criterio di priorità nell'assegnazione dei fondi alle università e nell'incentivazione dei docenti, è stata promossa da alcuni fondamentali interventi normativi, in particolare dal Dm 29 dicembre 2000 "Obiettivi della programmazione del sistema universitario per il triennio 2001-2003 e relativa assegnazione di risorse finanziarie.

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I CREDITI FORMATIVI

La principale innovazione nell'impianto didattico dei corsi, in coerenza con la scelta adottata in sede europea, è il credito formativo universitario (CFU). Si tratta di uno strumento convenzionale di misurazione del carico di lavoro di uno studente per l'apprendimento, grazie al quale sarà tra l'altro possibile passare da un corso di studio all'altro vedendo riconosciuti i livelli di formazione e di istruzione acquisiti. Ad un credito corrispondono 25 ore di lavoro dello studente, comprensivo di lezioni, seminari, esercitazioni e studio individuale. La quantità media di lavoro di apprendimento svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno è convenzionalmente fissata in 60 crediti, che corrispondono a 1.500 ore. La frazione dell'impegno orario complessivo riservato allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale non può essere inferiore alla metà, salvo nel caso in cui siano previste attività formative a elevato contenuto sperimentale o pratico.
I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento del tradizionale esame o di altra forma di verifica del profitto. I regolamenti didattici di ateneo possono autonomamente prevedere forme di verifica periodica dei crediti e predeterminare i tempi di acquisizione dei crediti da parte degli studenti. I CFU introducono, per la prima volta, criteri comuni di programmazione didattica, in quanto fissano, per ciascuno degli insegnamenti cui si riferiscono, la misura dell'impegno associata a quella determinata attività formativa. Questo anche per evitare, come spesso si è verificato in passato, l'abnorme "appesantimento" dell'impegno richiesto allo studente in alcune materie.
Il concetto di debito formativo é stato introdotto con l'obiettivo di contenere l'abbandono precoce degli studi universitari, spesso dovuto ad un impatto "violento" con materie e relativi settori di studio con i quali lo studente ha avuto poche occasioni di misurarsi nel corso della sua carriera scolastica. Con il diploma di maturità infatti lo studente si può iscrivere a qualunque corso di laurea triennale, a prescindere dall'avere mai studiato prima le materie che lo caratterizzano. All'Università toccherà verificare il curriculum di studi dello studente in relazione ai requisiti che vengono ritenuti necessari per accedere al corso scelto. Tali requisiti vengono pubblicizzati tramite il regolamento del corso di studi.
Questa verifica può evidenziare delle lacune (che saranno i debiti formativi) che dovranno essere recuperate nelle forme che ciascun corso di studio deciderà. Ci si può ritrovare ad avere dei debiti formativi anche nel caso in cui, dopo la Laurea triennale, si sceglie una Laurea Specialistica di tipo differente (per esempio per chi si laurea in Fisica, ma vuole specializzarsi in Matematica). Anche in questo caso le lacune verranno espresse in debiti formativi da recuperare.

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LA VERIFICA DELLA PREPARAZIONE DELLE MATRICOLE


Per iscriversi all'università è necessario essere in possesso, oltre che del diploma quinquennale di scuola superiore, di un'adeguata preparazione iniziale, coerente con il corso di laurea scelto. I regolamenti didattici di ateneo definiscono le conoscenze richieste e determinano le modalità di verifica della preparazione degli studenti. Lo prevede il già citato Dm 509/99, che all'articolo 6 stabilisce, tra l'altro, che se "la verifica non è positiva vengono indicati specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso. Tali obblighi formativi aggiuntivi sono assegnati anche agli studenti dei corsi di laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi con una votazione inferiore ad una prefissata votazione minima". L'università si assume l'onere di integrare, attraverso specifiche iniziative, le eventuali carenze riscontrate nella preparazione dello studente. Va sottolineato che la verifica non coincide con il "numero chiuso": all'esito negativo della prova iniziale infatti corrisponde non già l'esclusione dai corsi, ma l'indicazione vincolante della necessità di colmare specifiche lacune ( il c.d. debito formativo). Non tutte le Facoltà, comunque, hanno ancora previsto modalità di verifica della preparazione degli studenti. La Facoltà di Giurisprudenza ha deciso, per quest'anno, di non effettuare i test iniziali finalizzati, per l'appunto, alla quantificazione del debito formativo.

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IL VALORE DELLE VECCHIE LAUREE


Gli studenti che conseguono o conseguiranno gli attuali titoli (lauree di quattro-cinque-sei anni) conservano tutte le prerogative e tutti i diritti previsti dalla normativa vigente. Ancor più nei nuovi regolamenti per l'accesso agli Ordini professionali attraverso l'apposito Esame di Stato le attuali lauree sono equiparate alle nuove lauree specialistiche. Lo stesso vale, per un periodo transitorio quantificabile in un decennio, per l'accesso ai corsi di dottorato di ricerca. E' ovvio comunque che a partire dall'anno accademico 2001-2002 gli attuali corsi di laurea e di diploma universitario (DU) dovranno essere gradualmente disattivati, consentendo in ogni caso agli studenti già iscritti il diritto di scegliere se concludere gli studi con il vecchio ordinamento oppure optare per i nuovi corsi. In questo caso le università riformulano in termini di crediti il curriculum degli studenti già iscritti. Sono valutati in crediti anche gli studi compiuti per il conseguimento del vecchio diploma universitario e dei diplomi delle Scuole dirette a fini speciali.
La facoltà di Giurisprudenza ha istituito, con riferimento alla laurea di primo livello, i seguenti corsi di laurea:
- Scienze giuridiche (classe XXXI) con sede in Palermo e Trapani;
- Operatore giudiziario (classe II, Scienze dei servizi giuridici) con sede in Enna;
- Operatore della Pubblica Amministrazione (classe II, Scienze dei servizi giuridici) con sede in Agrigento
- Operatore in Relazioni industriali (classe II, Scienze dei servizi giuridici) con sede in Trapani.
Pertanto, a decorrere dall'anno accademico 2001/2002, saranno gradualmente disattivati i corsi di laurea di durata quadriennale (sedi di Palermo e Trapani) e i corsi di diploma (Relazioni industriali con sede a Trapani, Operatore giudiziario con sede ad Enna, Operatore della Pubblica amministrazione con sede ad Agrigento). I corsi già avviati nei precedenti anni accademici, comunque, proseguiranno in forza del vecchio ordinamento.

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PASSAGGIO AI NUOVI ORDINAMENTI

Ai sensi dell'art.13, comma 2° del D.M. 509/1999 "Le università assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici e disciplinano altresì la facoltà per gli studenti di optare per l'iscrizione a corsi di studio con i nuovi ordinamenti. Ai fini dell'opzione le università riformulano in termini di crediti gli ordinamenti didattici vigenti e le carriere degli studenti già iscritti".
In conformità a questa disposizione il Consiglio di Facoltà ha stabilito che i corsi di laurea afferenti alla classe II (Scienze dei servizi giuridici), che si risolvono in una trasformazione dei diplomi già esistenti, siano attivati per l'intero triennio a partire dall'anno accademico 2001-2002.
Per quanto riguarda, invece, i due corsi di laurea afferenti alla classe XXXI (Scienze giuridiche) con sede in Palermo e Trapani, il Consiglio di Facoltà ha stabilito che nell'anno accademico 2001-2002 venga attivato il primo anno, mentre l'attivazione - sempre nel medesimo anno accademico - del secondo e terzo anno, a favore degli studenti iscritti al corso quadriennale (ordinamento pre-riforma) che vorranno optare per il corso triennale, è subordinata alla richiesta di passaggio di almeno 50 (cinquanta) studenti per il secondo anno e di almeno 100 (cento) per il terzo anno.
Soglia minima, questa, che è stata pienamente raggiunta (essendo, attualmente più di trecento gli studenti che hanno chiesto il passaggio).
Gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale che vorranno avvalersi della facoltà di opzione di cui al citato art. 13, comma 2° del D.M. 509/1999 dovranno inoltrare formale richiesta presso la segreteria della Facoltà di Giurisprudenza entro il 31 ottobre 2001.
Si tratta, comunque, di una richiesta di passaggio con riserva, ciò significa che successivamente, quando verranno resi noti i risultati della conversione, in termini di crediti, delle materie già sostenute nel vecchio ordinamento da chi ha richiesto il passaggio, lo studente può sciogliere la riserva e decidere di rimanere al vecchio corso di laurea quadriennale.
E, per dovere di informazione, va chiarito che l'accesso alle professioni legali (magistratura, avvocatura, notariato) è previsto soltanto per coloro che abbiano conseguito, oltre alla laurea di primo livello, la laurea specialistica. E a tal proposito può essere utile ricordare che per il conseguimento della laurea specialistica si dovranno conseguire altri 120 (centoventi) crediti distribuiti in altre dodici materie con relativi esami.
La facoltà di opzione di cui all'art.13 comma 2° del D.M. 509/99 potrà essere esercitata anche negli anni successivi.
Gli studenti che intendano optare per i nuovi corsi di studio potranno ottenere, a domanda (da presentare entro il 31 ottobre 2001), il riconoscimento dei crediti acquisiti con gli esami superati in altri corsi di studio.
In caso di passaggio, dai vecchi corsi di laurea o di diploma ai nuovi corsi di laurea triennali, agli esami già sostenuti dagli studenti si attribuirà lo stesso numero di crediti previsti nei nuovi corso di laurea, sempreché la disciplina del precedente piano di studi coincida con la denominazione e/o il contenuto del nuovo piano. In caso di mancata coincidenza, la materia sarà computata come corso a scelta dello studente con la conseguente attribuzione di 9 crediti. Alle ulteriori materie non coincidenti potrà essere attribuito un massimo di 6 crediti come attività formativa di contesto, purché le discipline risultino compatibili con gli obiettivi formativi dello specifico nuovo corso di laurea.

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