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Filostrato Maggiore
La Pinacoteca
a cura di Giuseppe Pucci
pagine 132, euro 20,00, ISBN 978-88-7726-082-6
Una città - Napoli - ricca di cultura e d'arte; un famoso retore di passaggio, che per sottrarsi all'invadenza dei suoi fans si reca en touriste a visitare una galleria di quadri; un ragazzino che con la sua voglia di imparare fa breccia nella scontrosità del maturo professore e lo convince a fare - a lui e ad altri giovani interessati - una visita guidata della ricca pinacoteca: tale è lo scenario di questa celeberrima opera di Filostrato Maggiore.
Più di sessanta sono i quadri che l'autore, esponente di spicco della Seconda Sofistica, vissuto tra Atene e Roma a cavallo tra il II e il III secolo d.C., vi descrive. Reali o immaginari? È una domanda che non si posero gli artisti del Rinascimento, che attinsero a piene mani a questo testo per ricreare la vagheggiata pittura degli antichi, e neppure Blaise de Vigenre, che nella storica volgarizzazione della fine del Cinquecento vi vide soprattutto una somma di allegorie moraleggianti e di simboli sapienziali, alla maniera dell'emblematica dell'Alciati e dei geroglifici di Pierio Valeriano. Goethe, che se ne fece ammirato commentatore, lo lesse sotto l'entusiamo suscitato dalle testimonianze pittoriche che andavano restituendo gli scavi di Ercolano e Pompei, mentre l'archeologia filologica ottocentesca si sarebbe divisa in opposte fazioni sull'autenticità delle opere descritte.
Oggi la questione dell'esistenza fattuale della pinacoteca ha smesso di appassionarci. Il museo di Filostrato è a tutti gli effetti un museo "immaginario", perchè fatto di immagini che l'abilità del retore ci pone sotto gli occhi, in un virtuosistico tour de force teso a creare l'illusione di una sinestesia tale da coinvolgere la vista come l'udito e l'olfatto. In questo che è uno dei testi fondanti dell'ékphrasis come genere letterario autonomo, la parola sollecita non solo a ricreare con la vista della mente (la phantasía degli antichi) l'oggetto artistico assente ma anche - ed è
questo il gioco sapiente in cui Filostrato vuole attirarci - a provare le emozioni che proveremmo esperendolo dal vero. L'ermeneutica filostratea fa appello alla cooperazione del lector in tabula, chiamato qui a farsi per la sua parte creatore, oltreché osservatore, di una scaltrita mimesi basata su una enciclopedia di testi letterari e visuali condivisa dall'audience culta dell'epoca.
La presente edizione, che si giova dell'affilata quanto elegante traduzione di Giovanni Lombardo, arricchita dalla presentazione e dalle note al testo di Giuseppe Pucci, che mettono in risalto l'interesse estetologico dell'opera e la rapportano al dibattito moderno sull'ékphrasis, è corredata da esaustivi apparati critici e bibliografici.