GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 257 DEL 5/11/2003


COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA 

DELIBERAZIONE 1 agosto 2003 
Primo  programma  delle opere strategiche - Legge n. 443/2001 - Ponte
sullo stretto di Messina. (Deliberazione n. 66/2003).
                    IL COMITATO INTERMINISTERIALE
                   PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

    Vista  la  legge 17 dicembre 1971, n. 1158, recante norme in tema
di collegamento viario e ferroviario fra la Sicilia ed il continente;
    Vista  la  legge  21 dicembre  2001,  n. 443, che, all'art. 1, ha
stabilito   che   le   infrastrutture   pubbliche  e  private  e  gli
insediamenti  strategici  e  di  preminente  interesse  nazionale, da
realizzare  per  la  modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati  dal  Governo attraverso un programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando   a  questo  Comitato  di  approvare,  in  sede  di  prima
applicazione  della legge, il suddetto programma entro il 31 dicembre
2001  e attribuendo, tra l'altro, a questo Comitato stesso, integrato
dai  presidenti  delle regioni e delle province autonome interessate,
il  compito  di  approvare il progetto preliminare e definitivo delle
opere;
    Vista  la  legge  1° agosto  2002, n. 166, che, all'art. 13, reca
modifiche  al  menzionato  art.  1  della  legge  n.  443/2001 e che,
all'art. 14, delega al Governo l'emanazione di un decreto legislativo
inteso  a  riformare  ed  aggiornare  la  citata  legge n. 1158/1971,
secondo  i  principi  e  i  criteri  direttivi  nello stesso articolo
specificati;
    Visto  il  decreto  legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell'art. l della menzionata legge n. 443/2001, che agli articoli 3-5
stabilisce la procedura per l'approvazione del progetto preliminare e
del   progetto   definitivo   delle   infrastrutture  strategiche  di
preminente  interesse  nazionale  e,  al successivo art. 16, comma 5,
dispone  che  la  medesima  procedura  si applica all'attraversamento
stabile  dello  Stretto  di  Messina  per il quale individua altresi'
nella societa' Stretto di Messina S.p.a. il soggetto aggiudicatore ai
sensi del medesimo decreto legislativo;
    Visto  il decreto legislativo 24 aprile 2003, n. 114, che a norma
del  richiamato  art. 14 della legge n. 166/2002, modifica ed integra
la legge n. 1158/1971;
    Visti  in  particolare  l'art.  1 della citata legge n. 443/2001,
come  modificata  dall'art.  13 della legge n. 166/2002, e art. 2 del
decreto legislativo n. 190/2002, che attribuiscono la responsabilita'
dell'istruttoria  sugli approvandi progetti e la funzione di supporto
per le attivita' di questo Comitato al Ministero delle infrastrutture
e  dei  trasporti,  che  puo'  in  proposito  avvalersi  di  apposita
"struttura tecnica di missione";
    Vista  la delibera 19 febbraio 1999, n. 33 (Gazzetta Ufficiale n.
124/1999),  con  la  quale  questo  Comitato ha condiviso le proposte
formulate  dalla  propria  III  Commissione "Infrastrutture" riguardo
alla necessita' di procedere ad ulteriori valutazioni sul progetto di
massima  redatto  dalla  societa'  "Stretto di Messina", in relazione
alle  considerazioni  espresse  dal  Consiglio  superiore  dei lavori
pubblici  nel voto n. 220 del 10 ottobre 1997 ed agli approfondimenti
richiesti dal Senato con la mozione n. 1-00275 del 25 giugno 1998, ed
ha  disposto  l'indizione  di  due  distinte  procedure  ad  evidenza
pubblica,  l'una  per  la  definizione  degli  aspetti  territoriali,
ambientali,  sociali, economici e finanziari del predetto progetto di
massima e l'altra per approfondimenti su aspetti tecnici di carattere
specialistico segnalati nel predetto voto n. 220;
    Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002  S.O.), con la quale questo Comitato, ai sensi del piu' volte
richiamato  art.  l  della  legge  n. 443/2001, ha approvato il primo
programma  delle  opere  strategiche, che, all'allegato 1, include il
"Ponte  sullo  Stretto di Messina" quale opera gia' avviata con legge
propria di cui si conferma il carattere di rilevanza nazionale;
    Vista  la  delibera  25 luglio  2003,  n. 63, con la quale questo
Comitato  ha  dettato  disposizioni di ordine procedurale intese, tra
l'altro, a definire le attivita' di monitoraggio da espletare al fine
di  consentire  a questo Comitato medesimo di assolvere ai compiti di
vigilanza   sull'esecuzione   dei  lavori  ad  esso  assegnati  dalla
normativa sopra richiamata;
    Vista la nota n. 362 del 31 luglio 2003 con la quale il Ministero
delle  infrastrutture  e  dei trasporti ha trasmesso, tra l'altro, la
relazione    istruttoria    concernente   il   progetto   preliminare
dell'intervento  in argomento, proponendo l'approvazione del progetto
stesso;
    Udita  la  relazione  del  Ministro  delle  infrastrutture  e dei
trasporti;
    Acquisita  in  seduta l'intesa del Ministro dell'economia e delle
finanze;
                             Prende atto
delle   risultanze  della  istruttoria  svolta  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti ed in particolare:
      a) in via preliminare:
        che   il   progetto   proposto  all'approvazione  rappresenta
l'aggiornamento  del  progetto  di  massima  del  1992, esaminato dal
Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici  nell'ottobre  1997: esso
recepisce  sia  le  raccomandazioni  formulate dal suddetto Consiglio
superiore   nel  voto  di  approvazione  espresso  nell'adunanza  del
10 ottobre  1997, sia le indicazioni del Comitato tecnico scientifico
allo   scopo  istituito  dal  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  nel febbraio  2002,  sia le raccomandazioni degli advisors
che  hanno svolto gli approfondimenti disposti da questo Comitato con
la  delibera  n.  33/1999  citata  nelle  premesse,  sia,  infine, le
ulteriori  modifiche  resesi  necessarie per l'adeguamento alla nuova
normativa  in  materia  di  sicurezza, di progettazione stradale e di
contenuti dello studio di impatto ambientale;
        che   il   progetto  in  argomento  e'  conforme  alla  legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche e integrazioni (c.d.
"Legge  quadro  sui  lavori  pubblici") ed al relativo Regolamento di
attuazione  decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999,
n. 554, come modificati dal decreto legislativo n. 190/2002;
        che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio,
il Ministero per i beni e le attivita' culturali, la regione Calabria
e la regione Siciliana, rispettivamente con note dell'11 luglio 2003,
del  25 luglio  2003, del 31 luglio 2003 e dell'11 aprile e 30 luglio
2003,  hanno  espresso  il proprio parere favorevole all'approvazione
del  progetto  preliminare  dell'opera,  formulando raccomandazioni e
prescrizioni;
      b) sotto il profilo infrastrutturale:
        che  il  progetto  conferma  la scelta fondamentale del ponte
sospeso a campata centrale unica di lunghezza pari a 3.300 ml, con un
impalcato  di  complessivi 3.666 ml, campate laterali comprese, e una
larghezza di 60 ml;
        che  la  sezione  stradale  dell'impalcato e' composta da tre
corsie  per  ogni  carreggiata  (due  di marcia ed una di emergenza),
ciascuna di 3,75 m mentre la sezione ferroviaria comprende due binari
con due marciapiedi laterali pedonabili;
        che  l'altezza  delle  due torri, raggiungendo i 382,60 m sul
livello  del  mare,  assicura  un franco navigabile minimo di 65 m di
altezza per 600 metri di larghezza;
        che  il  progetto  comprende  le opere di raccordo stradale e
ferroviario  sui  versanti calabrese e siciliano, in massima parte in
galleria, per assicurare il collegamento del ponte al nuovo tracciato
dell'autostrada   Salerno-Reggio  Calabria  ed  alla  prevista  linea
ferroviaria  AV/AC  Napoli-Reggio Calabria, da un lato, e alle tratte
autostradali  Messina-Catania e Messina-Palermo nonche' alla prevista
nuova stazione ferroviaria di Messina, dall'altro;
        che,  ai fini della costruzione del ponte, risulta necessario
realizzare   le   opere   propedeutiche,   stradali   e  ferroviarie,
specificate nella relazione medesima;
      c) sotto l'aspetto economico-finanziario:
        che   il   costo   complessivo   di  costruzione  dell'opera,
collegamenti stradali e ferroviari inclusi, ammonta a 4.684,3 Meuro a
valori  2002,  ivi  compreso il limite di spesa per le opere e misure
mitigatrici  e  compensative  dell'impatto ambientale, territoriale e
sociale pari a 130 Meuro;
        che  lo  schema  economico-finanziario, sviluppato sulla base
dei  presupposti  riportati nella relazione istruttoria del Ministero
delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  non prevede oneri a carico
delle  risorse  destinate  all'attuazione  del  programma delle opere
strategiche;
        che  il  finanziamento dell'opera sara' assicurato per il 40%
dall'aumento  di  capitale  della  societa'  Stretto di Messina, gia'
deliberato  dagli azionisti, e per il rimanente 60% con finanziamenti
da  reperire sui mercati internazionali senza garanzie da parte dello
Stato;
      d) sotto l'aspetto attuativo:
        che  il  soggetto  aggiudicatore  societa' Stretto di Messina
procedera'  alla  realizzazione dell'opera attraverso l'affidamento a
contraente  generale,  ai  sensi  degli  articoli 9  e 10 del decreto
legislativo  n.  190/2002,  mediante  gara internazionale, basata sul
progetto preliminare, da bandire entro il corrente anno 2003;
        che  il programma di esecuzione dell'opera di attraversamento
e  dei  relativi  collegamenti  di cui al punto precedente prevede il
completamento    delle    attivita'    realizzative,    comprese   le
propedeutiche,  in  6  anni,  con  inizio dei lavori nel maggio 2005,
ultimazione  nell'aprile  2011  ed  apertura  al  traffico stradale e
ferroviario nel 2012;
                              Delibera:
    1) Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo
n.  190/2002 e della legge n. 1158/1971, come modificata ed integrata
dal   decreto   legislativo   n.   114/2003,  e'  approvato,  con  le
prescrizioni  proposte  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  nell'allegato  che  forma  parte integrante della presente
delibera,  il  progetto  preliminare  del  "Ponte  sullo  Stretto  di
Messina".
    2)  Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
ad  assicurare,  per  conto  di questo Comitato, la conservazione dei
documenti  componenti  il progetto preliminare dell'intervento "Ponte
sullo  Stretto  di  Messina"  approvato  con la presente delibera. Il
medesimo  Ministero provvedera' altresi' a verificare che il progetto
definitivo  concernente  l'intervento  di cui sopra sia conforme alle
prescrizioni riportate nell'allegato di cui al punto precedente.
      Roma, 1° agosto 2003
                                            Il Presidente: Berlusconi
Il segretario del CIPE: Baldassarri

Registrata alla Corte dei conti il 15 ottobre 2003
Ufficio controllo atti Ministeri economico-finanziari,
registro n. 6 Economia e finanze, foglio n. 124
          ----> vedere Allegato a pag. 54 della G.U. <----

          Prescrizioni e raccomandazioni relative all'Opera
               di attraversamento e suoi collegamenti

                            Prescrizioni.
    1.  Premesso che l'approvazione del progetto preliminare comporta
la  localizzazione  urbanistica  e  la  conseguente  variazione degli
strumenti   urbanistici,   il   progetto   definitivo  dovra'  essere
sviluppato in modo che, ferma la predetta localizzazione, si pervenga
alla  massima possibile compatibilita' con le strategie ed i piani di
          sviluppo con i quali e' destinato ad interagire.
    2.  Il  progetto  definitivo  dovra'  prevedere  l'esecuzione  di
adeguati  scavi esplorativi e di ricerche nelle zone in cui lo stesso
proponente ipotizza la possibile presenza di significativi giacimenti
                            archeologici.
    3.  Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti promuovera'
un  accordo  di programma con il soggetto aggiudicatore, il Ministero
dell'economia  e  delle finanze, le regioni Calabria e Sicilia, R F I
S.p.a.  e  ANAS  S.p.a.  nel  quale  saranno  disciplinati i relativi
impegni  di  competenza  in merito alla realizzazione dell'opera, con
particolare  riferimento  alla  deviazione della linea ferroviaria in
localita' Cannitello, alla deviazione dell'autostrada A3 in localita'
Piale,   alla   realizzazione  delle  opere  connesse,  agli  impegni
finanziari  previsti  per  la  realizzazione  e gestione dell'opera a
carico  delle  parti  secondo  le  linee  guida del piano economico e
finanziario  predisposto  da  Stretto  di  Messina S.p.a. e contenuto
nella  "sintesi  dello studio di fattibilita' economico-finanziario",
allegato   B   alla   relazione   istruttoria   del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti. L'accordo di programma sara' definito
prima della stipula della convenzione con la societa' concessionaria.
    4.  Nel  progetto definitivo dovra' essere descritta la modalita'
di  risoluzione  dell'interferenza, rilevata dallo stesso proponente,
per  quanto  attiene  le  fasi  di costruzione delle fondazioni delle
torri  e  delle  strutture  di  cantiere per il montaggio dei conci e
delle attrezzature di sollevamento per la costruzione del carro ponte
                            di servizio.
    5.  Gli  studi  geo-sismo-tettonici dovranno essere costantemente
aggiornati  integrando  le conoscenze sismologiche e storiche con gli
aspetti  geo-tettonici:  nell'ambito  della progettazione definitiva,
dovra'  percio'  essere  eseguito il confronto con le piu' aggiornate
conoscenze  geostrutturali della regione al fine di una ricostruzione
integrata   della   geometria   del  bacino  e  della  sua  posizione
nell'ambito  delle  geostrutture sismogenetiche regionali (le diverse
        parti dovranno essere rese reciprocamente coerenti).
    6.   Gli   interventi  rivolti  alla  tutela  e  riqualificazione
ambientale,  alla  mitigazione degli effetti negativi sull'ambiente e
alla  ricomposizione  paesaggistica, dovranno essere, analogamente al
ponte e alle strutture ed infrastrutture ad esso connesse, progettati
e   realizzati   tenendo  adeguatamente  conto,  tra  l'altro,  della
                        sismicita' dell'area.
    7.  In  corrispondenza  dei  due  Pantani di Ganzirri il soggetto
  aggiudicatore nell'ambito della progettazione definitiva dovra':
      a) ulteriormente   approfondire   gli   studi  idrogeologici  e
                            idrochimici;
      b) studiare  e  realizzare  uno  specifico sistema di controllo
della  qualita'  e  livello  delle  acque  con  sensori  posti  anche
all'interno delle strutture di impermeabilizzazione, e con piezometri
e  altre  apparecchiature  a  lettura  anche  automatica, disposti al
contorno e dentro i pantani, nonche' lungo il canale di collegamento;
      c) definire i metodi e le tecnologie con cui saranno scavate le
fondazioni  delle  torri  al fine di garantire il perfetto isolamento
idraulico  degli  scavi senza che cio' incida sui flussi idrodinamici
              che regolano l'esistenza dei due pantani;
      d) determinare  le  sostanze (naturali o comunque a ph neutro),
la  cui  stabilita'  chimica  sia  sperimentalmente dimostrata per le
       condizioni di esercizio alle quali saranno sottoposte.
    8.  In  merito  al  pericolo  di  subsidenza  e  della  possibile
intercettazione   di   falde  sotterranee,  durante  lo  scavo  delle
   gallerie, nell'ambito della progettazione definitiva si dovra':
      a) approfondire   gli   studi   idrogeologici  delle  fasce  di
territorio  interessate  dalle gallerie, ricostruendo anche in base a
specifici  rilievi e sondaggi il modello idrogeologico del sottosuolo
anche  introducendo  contemporaneamente  adeguate  apparecchiature di
                 monitoraggio del livello di falda;
      b) evitare  che  le  eventuali  venute idriche in fase di scavo
siano  "integrate  da un'istantanea ricarica della falda da parte del
mare",   non   tanto   perche',  pur  in  presenza  di  una  "elevata
permeabilita'  dei  terreni",  per  altro  non  documentata  con dati
sperimentali, non si hanno notizie di ricariche naturali istantanee e
con  sincronismo  di  avanzamento spaziale dell'acqua, quanto perche'
non puo' essere ammessa la sostituzione di falde acquifere, qualsiasi
possa  esserne  l'uso,  con  acque  salate  o  salmastre  senza avere
predeterminato  il  chimismo  e il livello piezometrico delle acque e
avere   studiato,   anche   con  prove  sperimentali,  le  proprieta'
idrogeologiche fondamentali degli acquiferi e il ruolo dell'acqua per
il   mantenimento   dell'equilibrio   geostatico   delle  sovrastanti
                 strutture e infrastrutture urbane;
      c) prevedere  eventuali  tecniche  di  scavo  integrative dello
"scudo  meccanizzato  a  tubo  chiuso"  per  le  fasi in cui lo scudo
           dovesse manifestare difficolta' di avanzamento.
    9.  Per  quanto  riguarda  le criticita' derivanti dalle acque di
scarico  e/o  di  scolo, sia nella fase di cantiere che di esercizio,
con  conseguente  apporto  di  materiale  fine  e  di possibili acque
inquinate:  nell'ambito  della progettazione definitiva dovra' essere
prevista  la canalizzazione di dette acque con adduzione fino a punti
di   scarico  di  minima  interferenza  ambientale,  adottando  anche
adeguati  sistemi  di  dispersione  nel  recapito finale, ovvero, ove
             occorra, appositi impianti di depurazione.
    10.  Per le interferenze con aree di interesse naturalistico, sia
terrestri  che  marine  nell'ambito  della  progettazione  definitiva
                       dovra' prevedersi che:
      a) le  previste  interferenze con gli habitat di specie animali
protette,  provocate  nella  fase di cantiere del ponte e delle opere
connesse,  dovranno  essere  ridotte  ai  minimi  livelli  o comunque
compensate  in  maniera  adeguata  e  sufficiente  a salvaguardare le
specie  dandone riscontro nell'ambito della progettazione definitiva:
dovra'   essere   altresi'   approfondita  la  problematica  relativa
all'eventuale  interferenza  del  ponte  con  i  flussi  migratori di
cetacei   e   di   volatili   risultanti  sia  dallo  SIA  che  dalle
                            osservazioni;
      b) in  particolare  per  le aree prossime ai siti di importanza
comunitaria   proposti   (SIC  e  per  le  popolazioni  delle  specie
migratorie  sensibili  uccelli  e  mammiferi  marini)  dovra'  essere
prodotto   uno  specifico  piano  di  monitoraggio  che  consenta  la
valutazione  anche  degli  eventuali effetti di disturbo da parte dei
cantieri  e  delle  strutture;  cio'  al  fine di orientare eventuali
                 misure mitigatorie o compensatorie;
      c) gli  impianti  di  illuminazione  del  ponte dovranno essere
progettati  con  l'adozione  di  apparecchi  illuminanti  di adeguate
caratteristiche fotometriche, posizionati e distanziati in maniera da
minimizzare  l'effetto  illuminante sul mare. Nel progetto definitivo
dovranno essere presentati gli elaborati con il tracciato delle linee
     isofote oltre che sugli impalcati anche a livello del mare.
    11.  Per quanto riguarda la componente rumore e vibrazioni, anche
                   in fase di cantiere si dovra':
      a) verificare,   nell'ambito  della  progettazione  definitiva,
l'effetto  del  rumore  prodotto  dalle  strutture minori del ponte a
causa   del  vento  anche  per  velocita'  superiore  a  quella  gia'
considerata  (10  m/s)  e  fornire  elementi  quantitativi e non solo
qualitativi  sui  risultati  ottenuti in strutture esistenti simili a
                         quella in progetto;
      b) poiche'  vengono  ipotizzate situazioni in cui il livello di
rumore  immesso,  sia  a  lavori  finiti che durante la realizzazione
potrebbe  superare  i  limiti  imposti  dalla  normativa  vigente, si
prescrive   l'adozione   delle  opere  di  mitigazione  necessarie  a
riportare i valori calcolati entro i limiti imposti. Per i cantieri e
la   fase   di   costruzione  dovranno  essere  studiati  i  migliori
accorgimenti  per limitare il rumore ai limiti di legge, in relazione
alla  eventuale zonizzazione; ove cio' non risulti possibile dovranno
essere  richieste  e  conseguite  le  deroghe secondo le modalita' di
legge.  Si  dovranno  predisporre  adeguate  planimetrie in cui siano
riportati  i  valori  calcolati  entro  i limiti imposti. Si dovranno
predisporre  adeguate  planimetrie  in  cui  siano riportate le linee
isofoniche  a  dimostrazione dell'ottenimento dei risultati ottenuti,
  con una puntuale indicazione delle opere di mitigazione previste;
      c) aggiornare  le  rilevazioni  fonometriche e delle vibrazioni
nella   fase   ante-operam   in  modo  da  consentire,  nel  progetto
definitivo,   la   corretta   previsione   delle  variazioni  indotte
                 dall'opera nei ricettori sensibili.
    12.  Il  progetto  definitivo  e  tutti  i  successivi  elaborati
dovranno  essere  redatti  in conformita' alle specifiche del sistema
                    cartografico di riferimento.
        13. Nell'ambito della progettazione definitiva si dovra':
      a) predisporre un progetto del monitoraggio ambientale, secondo
le  linee  guida  predisposte  dalla  commissione,  a  partire  dalle
     informazioni riportate nello studio di impatto ambientale;
      b) predisporre  per le attivita' di cantiere, entro la consegna
dei  lavori,  un  sistema di gestione ambientale secondo i criteri di
        cui alla norma ISO 14001 (o regolamento CE 761/2001).
    14.  Per  quanto  concerne  le opere di collegamento, nell'ambito
              della progettazione definitiva si dovra':
      a) approfondire e completare la definizione progettuale di tali
opere  al  fine  di cogliere la portata reale delle previste opere di
       scavo e riporto e quindi l'impatto reale sul paesaggio;
      b) individuare  forme  e  modalita' piu' precise di mitigazione
degli  impatti rispetto a tutte le opere prefigurate nel progetto. In
particolare,   in  relazione  alla  sponda  siciliana  dovra'  essere
privilegiata  una  proposta  progettuale  che  favorisca  un  maggior
distacco,  rispetto a quello previsto in progetto, fra i piloni lungo
i  viadotti.  Salvo  che cio' non sia impedito dalla morfologia delle
aree,  dall'interferenza con le preesistenze attraversate dalle opere
d'arte,  dalle  caratteristiche geometriche delle opere, ovvero dagli
aspetti  tecnico-economici, il distacco tra i piloni lungo i viadotti
 dovra' essere ricondotto ai 73 metri rispetto ai 41 - 44 previsti.
    15.  Nell'ambito  della  progettazione definitiva dovranno essere
indicate  le aree che si vorranno utilizzare per i cantieri, depositi
di  materiali  aree  di  stoccaggio,  strade e parcheggi di servizio.
Dovranno,   altresi',   essere   previsti,  sia  il  programma  degli
interventi  che le attivita' di rinaturalizzazione e ripristino delle
aree  oggetto  della cantierizzazione. In particolare, in merito alle
aree da individuare per lo stoccaggio provvisorio dei detriti, per le
quali  si dispone espressamente divieto che tali aree siano destinate
a stoccaggio definitivo, si ritiene che debbano essere individuate le
modalita'   e   la  tempistica  al  fine  di  sottoporre  a  verifica
l'effettiva  possibilita'  di  conferire i detriti direttamente nelle
cave  abbandonate, per le quali si richiedono indicazioni progettuali
                 inerenti le attivita' di recupero.
    16.  In  considerazione delle rilevanti valenze archeologiche che
possono  interessare  le  aree di progetto, dovra' essere individuato
l'impegno   finanziario  fissato  per  il  completamento  del  quadro
conoscitivo  dei  dati  archeologici, per le fasi di acquisizione dei
dati,  analisi,  indagini  dirette  sul  terreno. Per le attivita' da
compiersi   nella   regione   siciliana  l'impegno  ammonta  ad  Euro
520.000,00  in  coerenza  con  le  richieste  dell'assessorato  della
regione siciliana, soprintendenza per i beni culturali e ambientali.
                          Raccomandazioni.
    1.  Si  raccomanda che nell'ambito della progettazione definitiva
siano  posti  a  disposizione  studi  aggiornati  circa  i  flussi di
  traffico previsti in relazione alla messa in esercizio del ponte.
    2.  Si  raccomanda  che  nel  progetto definitivo sia compreso un
cronoprogramma delle varie fasi di lavoro che consenta di evidenziare
la  sommatoria  degli  effetti  negativi  riguardo alle polveri ed ai
rumori e con indicazione precisa e specifica delle relative misure di
                            mitigazione.
    3. Qualora il proponente, in attuazione della prescrizione di cui
al  punto  13, lettera b), decida di stipulare convenzioni con enti o
centri  interuniversitari  di ricerca e formazione, si raccomanda che
la scelta privilegi competenze locali, ove esistenti, per favorire lo
sviluppo  delle  conoscenze  tecnico-scientifiche  e  la creazione di
nuove  professionalita'  nel settore nelle stesse aree in cui sorgono
                              le opere.
    4. Si raccomanda di acquisire, per le attivita' di cantiere entro
la  consegna  dei lavori, la certificazione ambientale ISO 14001 o la
     registrazione ai sensi del regolamento CE 761/2001 (EMAS).
    5. Si raccomanda che il progetto assicuri, possibilmente anche in
corso  d'opera  e in ogni caso alla fine dei lavori, la continuita' e
fruizione  della  strada litoranea esistente, in corrispondenza della
torre,   che   si  diparte  dalla  riva  del  "Pantano  Grande",  per
proseguire,  costeggiando  il  mare, verso il "Pantano Piccolo" ed il
"Villaggio  Faro",  collegandosi  alla  rete  stradale  locale, anche
mediante  un  tracciato diverso da quello attuale, tenuto conto della
      morfologia delle aree e degli aspetti tecnico-economici.
    6.  Attesa  la  valenza  paesaggistico-ambientale della zona e la
presenza del canale di collegamento dei due pantani di "Ganzirri", si
raccomanda  di valutare la possibilita' di ridurre l'area di cantiere
quanto  piu'  possibile  e  compatibilmente  alle  esigenze tecniche,
allontanandosi   dal  canale  di  collegamento,  tenuto  conto  della
      morfologia delle aree e degli aspetti tecnico-economici.
    7.  Considerando  che  i  siti di deposito individuati in Sicilia
ricadono  in  aree  interessate  da  piani  di lottizzazione in corso
d'attuazione,   da  immobili  di  interesse  storico-monumentale,  da
attrezzature  di  progetto  nonche'  in  aree  sulle quali sussistono
vincoli  di immodificabilita' derivanti da leggi urbanistiche (boschi
e fasce di rispetto), si raccomanda di valutare, compatibilmente alla
morfologia  dei  luoghi,  possibili  soluzioni alternative al fine di
interferire  il  meno possibile con le previsioni di Piano regolatore
generale,  tenuto  conto  della morfologia delle aree e degli aspetti
tecnico-economici.  In  particolare  si  raccomanda  per  i  "siti di
deposito  locale" situati in Sicilia contraddistinti dalle sigle SD/l
-  contrada  Catanese,  SD4  -  localita'  Bianchi, SD/pr - localita'
Rizzotti  che  vengano  individuati  siti  alternativi al fine di non
interferire  con  le  previsioni  e  le  attivita' del P.R.G., di cui
           alcune peraltro gia' in corso di realizzazione.
    8.  Con  riferimento  alla  localizzazione dei 12 siti situati in
      Sicilia comprendenti cantieri operativi e campi cantieri:
      a) si  raccomanda che per il cantiere operativo denominato SCV6
-  Ciccia  e  per il cantiere operativo denominato SCF4 - Annunziata,
ricadenti  entrambi  in  aree  destinate  a  zona  per attrezzature e
servizi  pubblici  o  di  uso pubblico del piano particolareggiato di
risanamento  "Annunziata"  (approvato con apposita legge regionale n.
4/2002)   vengano   individuati  siti  alternativi  al  fine  di  non
  interferire con le previsioni del suddetto piano di risanamento;
      b) si  raccomanda  che  il cantiere operativo denominato SCV7 -
Serrazzo  -  ricadente  in minima parte a zona F1f/E venga ridotto al
   fine di non interferire con le suddette attrezzature esistenti.
Prescrizioni   e  raccomandazioni  pertinenti  alle  opere  e  misure
mitigatrici  e  compensative  dell'impatto ambientale, territoriale e
                               sociale
    1.  Il  limite  di  spesa  delle  opere  e  misure  mitigatrici e
compensative  dell'impatto  ambientale,  territoriale  e  sociale, e'
elevato a complessivi 130 milioni di euro.
    La  definizione  delle  opere e misure mitigatrici e compensative
sara'  portata  da  Stretto  di Messina S.p.A. a corredo del progetto
definitivo dell'opera sulla base delle prescrizioni e raccomandazioni
di seguito riportate e sentite le Amministrazioni interessate.
    2.  In occasione della realizzazione dell'opera si dovra' attuare
una   significativa  riqualificazione  del  territorio  e  delle  sue
"realta"  anche  al  fine di risolvere le contraddizioni accumulatesi
nel tempo sui modi di utilizzo del territorio stesso.
    3. Le aree impegnate dall'opera per attivita' di cantiere che non
abbiano   una   precisa   destinazione  urbanistica  dovranno  essere
destinate  a  verde  pubblico dovendosene peraltro, in relazione alla
loro  vocazione  a beneficio delle collettivita' locali trasferire la
proprieta'   e  la  gestione  ai  comuni  interessati.  In  relazione
all'intervento    di    rimodellamento   ambientale   attraverso   la
risistemazione di una cava dimessa si dovra' studiare la possibilita'
di  utilizzare  il  sito  rimodellato  per  l'uso delle collettivita'
locali,  trasferendosene conseguentemente la proprieta' e la gestione
al  comune  interessato.  In  nessun  caso  tali aree dovranno essere
destinate  ad  accogliere  eventuali  nuclei  di  compensazione delle
quantita'  edilizie soggette ad esproprio per l'impianto dell'opera e
dei cantieri.
    4.   Dovra'  essere  studiata  in  sede  di  progetto  definitivo
l'utilita'   della   estensione   delle   aree   asservite   mediante
l'acquisizione di aree contigue da destinare, nell'ambito delle opere
e  misure  mitigatrici  e compensative, a scopi di pubblica utilita',
assicurando,   peraltro,   il  massimo  rispetto  delle  destinazioni
urbanistiche  ed evitando l'impegno di aree destinate o destinabili a
specifiche utili funzioni.
    5.   Dovra'  essere  approfondita  e  dettagliata  con  specifici
elaborati  grafici  (alle  scale  appropriate)  la sistemazione della
totalita'  delle  aree  comunque asservite (con la metodologia di cui
alla  tavola  PP3DC82003-4,  foglio ø, 4 foglio 2/2) garantendone una
adeguata copertura economica.
    6.  Dovra'  essere curata in modo adeguato l'immagine e l'impatto
visivo  di  cantieri, cave e discariche, disponendo opportuni schermi
naturali  anche  nelle  fasi  di  cantiere  e garantendo una maggiore
complessita'  vegetale,  accettando comunque tutte le specie proposte
nella  "Componente paesaggio", sia quelle gia' acclimatate nell'area,
che   quelle   di   nuova  acclimatazione,  purche'  compatibili  con
l'ecosistema naturale.
    7.  Con  riferimento  alle  opere  di  mitigazione  degli impatti
dovranno  essere prodotti approfondimenti in relazione alle opportune
localizzazioni   e  quantificazioni,  da  verificare  al  fine  delle
relative validita'.
    8.  La  priorita'  nella  individuazione  delle  opere  e  misure
mitigatrici  e  compensative  dell'impatto ambientale, territoriale e
sociale   dovra'   essere  data  ad  interventi  di  riqualificazione
paesaggistico-ambientale di aree gia' compromesse.
    9.  Si  raccomanda  di  approfondire  e  dettagliare, anche altre
soluzioni  progettuali,  rispetto  a quella indicata in progetto, che
generino  un  forte  e  motivato  presidio  umano  nelle  ampie  aree
disponibili sotto l'impalcato del ponte sia sul versante Calabria, ma
anche  e  soprattutto  sul  versante  Sicilia, come ad esempio aree a
verde sportivo attrezzato.
    10.  Per  tutti  i  siti  situati in Sicilia destinati a deposito
cantiere dovranno essere predisposti, nell'ambito della progettazione
definitiva   dell'opera,   appositi   progetti   di  riqualificazione
ambientali  da attuarsi, a carico della societa' concessionaria, alla
fine del periodo di permanenza del cantiere.
    11.  In  ordine  al  "Raccordo alla Panoramica" con la viabilita'
esistente,  si  raccomanda  il ristudio delle opportune soluzioni che
nell'ambito  della progettazione definitiva dovra' essere predisposto
dalla societa' concessionaria.

fp03-gr03