aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Anche in Sicilia il trend rispecchia la tendenza nazionale
Lavoro in banca, la rivoluzione è rosa
Tra i neoassunti più donne che uomini

I dati dell'Abi, che ogni anno redige un rapporto sull'occupazione nel settore del credito, parlano chiaro. Nel triennio 2006-2008 si registra una crescita significativa delle presenze femminili: su dieci nuovi lavoratori solo quattro appartengono al sesso "forte". E l'Isola non fa eccezione. Ateneonline ha sentito i vertici del Banco di Sicilia del gruppo Unicredit e quelli di Banca Nuova: ecco le cifre e le dirigenti dei due istituti

 Secondo un vecchio detto popolare la curiosità è sempre stata donna. Ma probabilmente anche la precisione, l’affidabilità e l’intelligenza sopra la media sono divenute retaggio del gentil sesso: tutti requisiti fondamentali per ricoprire posizioni di rilievo o esercitare professioni che, almeno un tempo, erano appannaggio esclusivo degli uomini. Come lavorare in banca.

Ed è proprio in questo campo che si è verificato un sorpasso delle dame sui cavalieri. Almeno secondo un’indagine dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, che ogni anno redige un rapporto sull'occupazione nel settore del credito.
Secondo lo studio, nel triennio 2006-2008, su 100 neoassunti in banca 60 sono donne e 40 sono uomini. Certo, nel complesso la squadra maschile è sempre più folta, ma la componente femminile prevale nettamente nel turn over, così da indicare chiaramente quale sarà il nuovo trend delle assunzioni nel mondo creditizio.

Così, la tradizionale figura del bancario, dell'uomo a guardia della cassa e dello sportello, è destinata a tramontare o comunque a lasciare il posto al gentil sesso. Sembra insomma si sia scoperto che con tassi, numeri, rate e private banking, rapporti con i clienti e conteggi, si muovono meglio le donne. Già, perché tra i motivi dell’inversione di tendenza in chiave rosa sempre più spesso c'è l'attenzione degli istituti di credito alla più spiccata propensione del cosiddetto sesso debole alla gestione delle esigenze dell'investitore. Secondo le ultime stime, la gran parte della clientela è femminile perché è questa che ha ormai in mano le redini del bilancio familiare e fa le scelte straordinarie del bilancio di casa. Insomma, è la donna ormai che porta i pantaloni e che fa i conti.

 Le cifre le ha raccolte l'Abi che, annualmente, redige un rapporto sull'occupazione nel credito. Che, per inciso, continua ad aumentare. Anche se a ritmi meno significativi del passato. Nel 2007 è cresciuta dello 0,5% circa, il che vuol dire che i bancari sono passati esattamente da 343.829 a 344.688 unità. La "differenza di genere", come si dice in termini tecnici, indica che la nuova occupazione femminile è cresciuta dello 0,6% mentre quella maschile dello 0,4%.

Ma c'è di più, ed è l'indicatore del turnover a fornire il dato: per ogni dieci donne che escono dal mondo lavoro ne vengono assunte 14. Diversamente per ogni dieci uomini che escono ne entrano 7, la metà. Secondo i responsabili del personale la prima ragione di questo divario sta nella migliore preparazione delle donne, confermata anche dai dati che le danno in vantaggio nel livello di istruzione. E poiché questo è uno dei primi requisiti nella scelta dei candidati, visto che certo non si fanno discriminazioni di sesso nelle assunzioni, ne consegue che la componente femminile continuerà a fare la parte da leone.

Certo, c'è da fare i conti con gli altri dati che segnalano gli avanzamenti di carriera: gli uomini sono imbattuti e sembrano anche ben corazzati per difendere le loro posizioni di comando. Le donne dirigenti sono circa 700, gli uomini circa 8 mila. Senza contare che la componente rosa nella ristretta squadra dei vertici è minima, mentre è nulla nei posti di supervertice, amministratori delegati e direttori generali, in particolare nei gruppi di maggiori dimensioni.

In Sicilia il trend rispecchia la tendenza nazionale. Proprio sul sorpasso in banca delle donne sugli uomini, Ateneonline ha sentito i vertici del Banco di Sicilia del gruppo Unicredit e quelli di Banca Nuova. Al Banco, nel 2007 risultavano allo sportello 6569 impegati, di cui 2563 donne e 4006 uomini. E nel triennio di assunzioni 2006-2008, su un numero di assunzioni pari a cento, risultavano assunti il 40% di donne e il 60% di uomini. Ma i dati significativi sono altri. Da aprile 2008 al consiglio di Amministrazione del Banco di Sicilia, per la prima volta in 140 anni, siedono su 9 componenti 2 donne siciliane: Jose Rallo, titolare dell’azienda Donnafugata e Maria Luisa Averna, ai vertici dell'omonima e storica azienda dell'amaro.

Un dato che ha una rilevanza storica. Senza contare che sono diversi i nomi di donna che occupano un posto di rilievo all'interno del Bds ormai assorbito dal gruppo Unicredit, come Rita Alù alla segreteria del consiglio di amministrazione del Banco di Sicilia, Maria Gabriella Macauda, condirettore commerciale della Sicilia orientale con sede a Catania, Marinella Biondo, referente relazioni territoriali del comitato Sicilia Unicredit. E ancora, Patrizia Galbo, direttore del Territorio di Bagheria (i Territori sono organismi che coordinano almeno 15 filiali), Soletta Urso numero uno a Marsala, Patrizia Russo a Cefalù e Termini Imerese e Francesca Cannaò a Taormina. E infine Marina Natale, dal 24 luglio scorso nel consiglio di Unicredit private Banking.

 La stessa tendenza si registra a Banca Nuova. Anche se, secondo il direttore generale Francesco Maiolini (nella foto a destra), nell’istituto di credito vicentino già da anni le assunzioni "rosa" sono in forte crescita. “Le donne fanno clima, sono normalmente sempre più intelligenti di noi – dice Maiolini – ma, l’unica controindicazione è la composizione di uffici di sole donne, perché non riescono ad amalgamarsi, diversamente dagli uomini”.

Anche nel gruppo della Banca popolare di Vicenza sono diversi i nomi del gentil sesso a ricoprire ruoli importanti. Come Antonella Massari, responsabile delle relazioni esterne, Fabiana Nasta, capo area Trapani, Germana Cupido alla direzione Comunicazione e marketing, e nell’ambito area mercati Silvana Parisi, responsabile direzione Corporate, e Antonella Virzì, alla guida della rete private. “È chiaro che è una tendenza significativa e importante – sottolinea il direttore generale di Banca Nuova -. Fino a dieci anni fa, trovare un capo area donna era praticamente impensabile”.

 Insomma, sembra che un giorno, come in "Una donna in carriera", il bel film di Mike Nichols del 1998 con Harrison Ford, Sigourney Weaver e Melanie Griffith, ci saranno sempre più donne a sedere nei posti di comando e a tirare le fila dell'economia internazionale. E questo, in barba ai soliti stereotipi che la volevano in casa tra i fornelli, anche qui in Sicilia, dove la donna storicamente è sempre stata "al servizio" dell'uomo. Ormai, colleghi uomini rassegnatevi: è quasi sicuro che, in un futuro ormai prossimo, il cosidetto sesso debole prenderà il posto di quello forte. Letteralmente.
Junio Tumbarello (19 dicembre 2008)
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