|
|||||||||
|
Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
|||||||||
|
› Home ›
Seconda pagina › Sport
› Cultura e spettacoli
› I nostri seminari ›
I nostri servizi › Chi
siamo › Speciale
dedicato a Mario Francese
|
Un attento lavoro che ripercorre corruzioni e retroscena sui fondi stanziati per i terremotati del '68. In quelle pagine, le storie legate alla diga Garcia e agli interessi di Cosa Nostra "Quando nell'inverno del 1968 la terra del Belice trema, pochissime persone riescono a immaginare quali immense fortune saranno ricavate dalla disperazione del terremoto. Antichi paesini di pietra adagiati da secoli nella vallata del fiume Belice vengono distrutti per sempre. Ben altre sciagure sono all'orizzonte in quel fazzoletto di Sicilia dove fra le viscere della terra si levano i disperati lamenti dei sopravvissuti". Mario Francese aveva capito tutto e lo scriveva sul Giornale di Sicilia già nel luglio del 1977. Il sisma del Belice si abbatté con violenza su ventuno comuni creando lesioni difficili da sanare. Non solo nei muri delle case, ma nelle maglie più strette dei legami di sangue. "L'odore del denaro - scrive Francese riferendosi alle centinaia di miliardi stanziati per la ricostruzione della Valle - scatena una violentissima guerra fra i clan per l'accaparramento di appalti e subappalti. I miliardi del terremoto rompono equilibri mafiosi che in queste zone durano da secoli". A ricostruire il lavoro sul Belice del cronista ucciso dalla mafia, è il libro "Gli insabbiati" di Luciano Mirone (Castelvecchi, 1999). "Scavando fra i misteri del Belice - racconta Mirone - Francese scopre che alla base della cruenta guerra di mafia ci sono soprattutto i miliardi stanziati per la costruzione della diga Garcia, un invaso che tocca ben undici comuni". Tra l'altro l'Assemblea regionale siciliana, grazie allo Statuto speciale di cui dispone, "vara una serie di leggi finalizzate a favorire quei latifondisti che, proprio nella Valle del Belice, sono proprietari di vasti appezzamenti di terreno" riservando un "trattamento privilegiato ai coltivatori diretti, per i quali l'indennizzo viene raddoppiato". E così un'inchiesta pubblicata in sei puntate dal Giornale di Sicilia racconta dal 4 al 21 settembre 1977 i segreti sugli interessi della diga. La minuziosa cronaca e l'approfondita analisi di Mario Francese svelano una storia di corruzione e sprechi, ripercorrendo le tappe più importanti della guerra di mafia. Tutto per "una ballata di miliardi" che rallenta il ritmo delle realizzazioni a solo vantaggio degli speculatori. "Non si spiega altrimenti - dice Francese - la disperazione delle popolazioni del Belice nonostante l'imponenza dei finanziamenti e dei programmi. Non si spiegano altrimenti i perché di tante speranze deluse e della rabbia della gente, indignata dalla esasperante lentezza delle opere. Non sono pochi coloro che ancora vivono nelle baracche". E quasi trent'anni dopo, le cose non sono ancora cambiate. Antonella Giovinco (26 gen 06) rev sage |
||||||||
Ateneonline
- viale delle Scienze - Ed. 15 - 90128 Palermo - mail: ateneonline@unipa.it
- Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore:
Tel. 091/6528458 |