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Scuola di lingua italiana per stranieri

10-nov-2015

La fatica del rompere distanze - Franco Lorenzoni a Palermo - L' abstract del suo intervento / 3 dicembre 2015 / Teatro Biondo

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Il 3 dicembre l'autore di "I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica", sarà in città in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno del Dottorato in Studi letterari, filologico-linguistici e storico culturali. L'evento sarà aperto dallo spettacolo ‎Echi Della Lunga Distanza‬ dei minori stranieri non accompagnati della Scuola.
Di seguito l'abstract dell'intervento del maestro.  

Ci sono esperienze e pratiche interculturali di grande interesse che si stanno diffondendo sempre più nelle scuole, ma il nodo culturale resterà irrisolto, fin quando una relazione attiva tra culture non diventerà fondamento di una radicale innovazione didattica.Una relazione viva e vivace con il sapere si può dare solo quando lingue, culture, arti e tradizioni diverse diventano specchio per incontrare e conoscere noi stessi “sfregando e limando il nostro cervello contro quello degli altri”, come suggeriva Montaigne.Per fare questo è decisivo lavorare alla creazione di piccole comunità nelle quali non si trasmetta, ma si costruisca cultura giorno dopo giorno, dandoci il tempo di dialogare ed apprendere, costruendo con cura un contesto capace di generare ascolto reciproco.

La cultura di cui abbiamo bisogno infatti è una cultura della convivenza ancora da costruire.E, per farlo, dobbiamo smontare ogni retorica perché la diversità può essere bellezza solo se si libera dalle tante piccole e grandi discriminazioni che l’accompagnano. La diversità è, infatti, prima di tutto fatica, come sanno tutte le donne e gli uomini che provano ad amarsi. Fatica e distanza, tuttavia, possono generare desiderio. Tentare di colmare le distanze, che società e media amplificano, è possibile solo assumendosi lo sforzo necessario a rompere pregiudizi e pigrizie mentali, attraverso pratiche che ricerchino sul terreno dell’immedesimazione. La capacità di ascoltare ed accogliere il punto di vista dell’altro si nutre di esperienze insieme intime e sociali, che possono grandemente giovarsi dell’arte, a partire dalla letteratura e dal teatro, che nella mia esperienza è il miglior luogo dove dare corpo alla propria capacità di immedesimazione perché - come ha detto un bambino di Giove – “è una cosa messa insieme tra quello che sei e quello che non sei”.

 

Link all'evento -- http://on.fb.me/1Qr5MWc