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FRANCESCO VITALE

Siero-prevalenza di marcatori di infezione da virus dell’epatite B, C ed HIV in una coorte di immigrati africani a Palermo, Sicilia.

  • Autori: Tramuto, F.; Colomba, G.; Affronti, A.; Pagano, S.; Affronti, M.; Montalto, G.; Vitale, F.
  • Anno di pubblicazione: 2011
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • Parole Chiave: Immigrati; sieroprevalenza; HBV, HCV, HIV

Abstract

Obiettivi In Italia il 7% della popolazione è rappresentata da immigrati, dei quali oltre 127.000 sono legalmente residenti in Sicilia. Di questi, il 30,3% proviene da Paesi africani, prevalentemente dell’area sub-Sahariana, dove l’epidemiologia delle infezioni virali da virus dell’epatite B (HBV), dell’epatite C (HCV) e dell’immunodeficienza acquisita (HIV) è molto differente da quella europea. Il presente studio è stato condotto per valutare la sieroprevalenza di marcatori di infezione da HBV, HCV ed HIV in una coorte di individui immigrati dall’Africa sub-Sahariana e residenti in Sicilia. Metodi Un’analisi retrospettiva è stata condotta su un panel di 176 sieri, consecutivamente prelevati presso l’ambulatorio U.O.S. di Medicina delle Migrazioni dell’A.O.U.P “P. Giaccone” - Palermo nel periodo 2006-2010, in un gruppo di immigrati dall’Africa sub-Sahariana. I sieri sono stati analizzati per la presenza di marcatori di infezione da HBV (HBsAg, anti-HBc, anti-HBs), anti-HCV ed anti-HIV. Risultati Il gruppo di immigrati erano prevalentemente maschi (67,0%) e di età compresa nel range 14-64 anni (media=33,7 anni, deviazione standard=8,9). Oltre la metà (n=97/176; 55,1%) erano positivi per anti-HBc, di cui 30 (17,0%) come unico marcatore per infezione da HBV (status “anti-HBc alone”). Complessivamente, 24/176 individui (13,6%) erano positivi per HBsAg, mentre in 46/176 individui (26,1%) l’assetto sierologico mostrava positività per anti-HBc ed anti-HBs. Solamente 13/176 pazienti (7,4%) presentavano positività per anti-HBs come unico marcatore sierico. L’infezione da HIV è stata riscontrata in 11/176 individui (6,2%) ed anticorpi anti-HCV in 10/176 (5,7%). Conclusioni I risultati del presente studio mostrano che la popolazione migrante dall’area sub-Sahariana non rappresenta attualmente un importante problema sanitario per la popolazione autoctona, relativamente all’infezione da HCV, che risulta non particolarmente più elevata di quella registrata mediamente in Italia in individui di età <50 anni (5,7% vs. 3%). Di contro, i tassi di positività per HBsAg risultano più elevati di quelli della popolazione nativa italiana (13,6% vs. 1,5%), rappresentando un ulteriore rischio per la trasmissione dell’infezione verso la popolazione generale, in relazione a specifici stili di vita. Infine, lo status sierologico “anti-HBc alone” risulta relativamente frequente tra la popolazione migrante dall’Africa sub-Sahariana inclusa nel presente studio, suggerendo il monitoraggio di possibili complicanze HBV-correlate e la verifica di infezione “occulta” da HBV.

Allegati