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FRANCESCO VITALE

Gestione delle acque marine e Sanità Pubblica tra normative, criticità e prospettive.

  • Autori: Vitale, F.; Maida, C.; Calamusa, G.
  • Anno di pubblicazione: 2010
  • Tipologia: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • Parole Chiave: mare, balneazione, igiene, stato ecologico, salute

Abstract

Il mare copre il nostro pianeta per circa il 71% della superficie terrestre e gioca un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo. Le acque marine sono connesse con la Sanità Pubblica a vari livelli, infatti sia lo stato di salute e benessere individuale che di popolazione risulta influenzato dalle condizioni del mare e delle sue risorse in maniera positiva o negativa. Milioni di individui ogni anno in Italia, per attività balneare ricreativa, si concentrano per periodi relativamente ristretti in litorali più o meno estesi spesso ubicati in diretta continuità con le realtà urbane e metropolitane di fatto determinando un potenziale ambito di contatto tra le attività antropiche e lo smaltimento dei reflui fognari cittadini. Nell’ambito della relazione saranno pertanto analizzati i principali aspetti igienicosanitari della recente normativa sulle acque di balneazione, derivanti dall’applicazione del D.lgs 116/08 anche in relazione alla precedente normativa (DPR 470/82). Inoltre la qualità delle acque marine costiere è stata oggetto della “Water Framework Directive” in applicazione della Direttiva 2000/60/CE improntata all’esigenza di fissare i principi di base di una politica sostenibile in materia di acque a livello UE, con l’obiettivo del raggiungimento del ‘buono stato ecologico’ entro il 2015. Le risorse biologiche marine costituiscono una fonte essenziale di sostentamento. Ma il mare è anche “un evento terapeutico” e risorsa di enorme interesse nel campo della ricerca biomedica marina. È noto come alcuni organismi marini producano sostanze bioattive provviste di numerose proprietà farmacologiche utili per il trattamento di patologie e come altre risorse biologiche marine abbiano capacità antibiotiche e antitumorali. Se questa è già una realtà, la ricerca su alcuni organismi marini prospetta per il futuro una nuova gamma di insperate possibilità per la salute dell’uomo.