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MICHELE ROCCELLA

Symbolic function explored in children with epilepsy and headache.

  • Autori: LA GRUTTA, S.; LO BAIDO, R.; Schiera, G.; Trombini, E.; Trombini, G.; Sarno, L.; Roccella, M.
  • Anno di pubblicazione: 2007
  • Tipologia: Articolo in rivista
  • Parole Chiave: epilepsy, headache, defense mechanisms, symbolic function, simbolisation, mentalization

Abstract

Introduzione. L’attacco alla capacità di pensare è uno dei possibili effetti che possiamo osservare quando il corpo si ammala. Lo scopo di questo studio è esplorare la funzione simbolica in bambini con epilessia e cefalea. Metodi. Sono stati reclutati 75 piccoli pazienti della Clinica Neuropsichiatrica infantile dell’Università di Palermo - 48 maschi (61%) e 27 femmine (39%). Tutti soffrivano di epilessia (53 - 71%) e cefalea primaria (22 - 29%). La loro età variava dai 7 agli 11 anni (media: 9.4±1.2). È stato reclutato anche un gruppo di controllo composto da soggetti che non avevano mai sofferto di malattie croniche o neurologiche. Tale gruppo era pareggiato con il gruppo di pazienti per numerosità (75 soggetti), età (range: 7-11; media: 9.1±.9) e sesso (maschi: 48 - 61%; femmine: 27 - 39%). Gli strumenti utilizzati sono: - Matrici Progressive Colorate per misurare lo sviluppo delle funzioni cognitive; - Intervista semistrutturata sui sogni per valutare la qualità della mentalizzazione; - Tecnica delle Storie Disegnate per valutare la qualità della sofferenza psichica; - Metodo delle Favole di Düss per osservare le strategie difensive utilizzate dai soggetti. Risultati. Le prestazioni cognitive non differiscono tra i gruppi. Le risposte all’Intervista semistrutturata sui sogni erano differenti per quanto riguarda l’avere una teoria coerente sui sogni, il ricordo dell’ultimo sogno e la sua qualità. Le Storie Disegnate e le Favole di Düss dei bambini del gruppo clinico – specialmente i pazienti epilettici – hanno mostrato un’alta presenza di sofferenza psichica non elaborata o impossibile da elaborare. Conclusioni. I risultati hanno consentito di valutare la sofferenza psicologica condensata attorno alla malattia del corpo e di discriminare alcune modalità specifiche di costrizione dell’immaginario legate o alla rimozione oppure alla scissione/dissociazione.