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BARBARA LINO

LINO BARBARA

BARBARA LINO

Orari di ricevimento

Mercoledì dalle 15:00 alle 17:30 presso Dipartimento di Architettura - Viale delle Scienze edificio 14 - Palermo 90128 - Stanza 202

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Contatti

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Architetto e Dottore di Ricerca in Pianificazione urbana e territoriale, è Ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo.

I suoi principali interessi di ricerca includono i temi della rigenerazione urbana, dei paesaggi di margine e del riciclo urbano.
Attualmente è coinvolta nella ricerca nazionale “RE-CYCLE Italy. New Life Cycles for Architecture and Infrastructure of City and Landscape” (PRIN 2011) come membro dell’Unità di ricerca di Palermo. Ha pubblicato saggi ed articoli in volumi e riviste nazionali e internazionali.   Tra le sue pubblicazioni B. Lino (2014), Periferie in trasform-azione. Riflessioni dai “margini” delle città. Alinea, Firenze e Carta M., Lino B. (a cura di) (2015), Urban Hyper-Metabolism, Aracne Internazionale, Ariccia (Roma).

 

Materiali didattici del Corso di "Urbanistica e Pianificazione territoriale", A.A. 2016/17

Collocato al I semestre del secondo anno del CdS di PTUA, il corso che presuppone la conoscenza pregressa dei lineamenti evolutivi storici della disciplina, completa, consolida e approfondisce gli effetti spaziali e territoriali delle acquisizioni teoriche sui paradigmi, sulle metodologie e sull’evoluzione degli strumenti fornite dai corsi frequentati in precedenza e fornisce una parte degli approfondimenti metodologici necessari per lo sviluppo delle attività previste dal “Laboratorio di pianificazione II”.

SCARICA IL Programma del Corso di "Urbanistica e Pianificazione territoriale", A.A. 2016/17

Urban Hyper-Metabolism


Carta M., Lino B. (a cura di) (2015), Urban Hyper-Metabolism, Aracne Internazionale, Ariccia (Roma).

Urban Hyper-Metabolism è il quindicesimo volume della collana Re-cycle Italy. La collana restituisce intenzioni, risultati ed eventi dell’omonimo programma triennale di ricerca – finanziato dal Mi­nistero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – che vede coinvolti oltre un centinaio di studiosi dell’architettura, dell’urba­nistica e del paesaggio, in undici università italiane. Obiettivo del progetto Re-cycle Italy è l’esplorazione e la definizione di nuovi cicli di vita per quegli spazi, quegli elementi, quei brani della città e del territorio che hanno perso senso, uso o attenzione.

Il libro contribuisce al paradigma Re-cycle definendo i contorni epistemologici, gli strumenti progettuali e le applicazioni territo­riali dell’Urban Hyper-Metabolism come protocollo dirompente e approccio progettuale integrato capace di generare nuova ener­gia a partire dalla riattivazione e collaborazione dei cicli di vita (edilizia, acqua, energia, rifiuti, mobilità, ambiente, produzione). Viene proposto un progetto urbanistico in grado di riattivare i cicli interrotti e capace di farne nascere di nuovi dalla metamorfo­si che stiamo vivendo, in cui i cicli urbani si fondono con quelli rurali, i flussi di servizi sono supportati dalle reti di cittadinanza attiva, i cicli produttivi tornano ad alimentare la vitalità delle città, lo spazio fisico si illumina della intelligenza digitale.

Il libro raccoglie gli esiti del Workshop PMO/Re-verse Hyper-cycling “Costa Sud”: una sfida progettuale per ripartire dalla geografia in­versa della città, per riattivare i numerosi cicli – interrotti, latenti, impliciti o dimenticati – che strutturano la Costa Sud di Paler­mo. Abbiamo sperimentato un potente riavvio endogeno per far partire un processo auto-sostenibile, incrementale e ricorsivo in grado di generare nuova energia urbana per alimentare la rige­nerazione attraverso il Cityforming© Protocol, di cui vengono de­scritti principi, procedure e dispositivi.

Periferie in trasform-azione, Riflessioni dai “margini” delle città


Periferie in trasform-azione, Riflessioni dai “margini” delle città, Alinea Editrice, Firenze (2013).

Il libro si compone di due parti e altrettanti percorsi tematici, attraverso riflessioni critiche e l’analisi di esperienze, mira alla costruzione di un panorama sufficientemente completo delle prospettive che si offrono all’integrazione delle politiche e delle azioni per la rigenerazione delle periferie urbane individuando stili di azione in una sorta di una sorta di “grammatica delle pratiche”.

La prima parte intitolata “Paradigmi e innovazione” restituisce lo sforzo di perimetrazione e definizione del campo d’indagine e propone riflessioni che ridefiniscono il concetto stesso di periferia, intesa non più semplicemente come zona urbana al margine di un centro dove accadono le cose, ma come luogo investito da forze di trasformazione capace di accoglierle in termini positivi oppure di esserne escluso con ricadute di ulteriore degrado.

Nell’analisi dei modelli di crescita urbana, a fianco ai paradigmi più consolidati ne emergono di nuovi, quali quelli della shrinking city e del ri-ciclo urbano capaci di offrire ulteriori riflessioni che si pongono alla base dell’elaborazione di strategie di intervento e dispositivi di progetto.

Un repertorio di esperienze di rigenerazione di ambiti periferici nazionali ed europei contribuisce, inoltre, a definire modalità di approccio riconoscibili e diffuse nel panorama disciplinare. Le tre realtà italiane di Roma, Torino e Milano sono state scelte, invece, in base alla rispettiva rappresentatività delle strategie e delle politiche messe in campo nell’affrontare il tema del recupero dei quartieri periferici e costituiscono utili riferimenti in cui individuare tensioni di cambiamento e tracce di innovazione.

La seconda parte è intitolata “Principi e dispositivi” e individua in un’ottica proattiva, direzioni possibili e indirizzi per il progetto di trasformazione.

Visione trascalare, policentrismo e integrazione si offrono come approcci progettuali, come “atteggiamenti” della progettualità per le periferie e, suggerendo modi differenti per indagare nei singoli contesti, assumono il progetto quale strumento con cui costruire fertili sinergie tra spazi, processi e attori.

Infine, una parte del libro è dedicata a un approfondimento sulla città di Palermo assunta come “campione” e campo di osservazione in cui verificare una modalità dello sguardo maturata in chiave teorica.

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