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L'intervento di Guido Meli al convegno sui "Mosaici Mediterranei"

18-19 giugno 2007, aula magna della Facoltà di Scienze della Formazione
Piazza Santa Rosalia, Piazza Armerina 

Riportiamo la trascrizione dell'intervento dell'architetto Guido Meli, direttore del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro e progettista per conto dell'alto commissario dott. Vittorio Sgarbi degli interventi alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, perché tutti possano rendersi conto del destino avverso occorso al noto sito archeologico.

« Per la conservazione e la manutenzione dei mosaici l'idea di progetto è stata portata avanti grazie al sostegno del sindaco di Piazza Armerina, a cui diamo il benvenuto. Oggi abbiamo la possibilità di far partecipare da subito, grazie all'accoglienza ed alla disponibilità del Comune di Piazza Armerina, uno stage di ragazzi provenienti delle aree giordano-palestinesi. Il mio compito sarà quello, come è infatti attualmente, di portare a termine un restauro ed un'attività di conservazione generale che supplisca ad una mancanza di regolare manutenzione. La scommessa insita nell'intervento è che il giorno dopo che si finisca con il cantiere del restauro si possa partire con le opere di manutenzione ordinaria (VIDEO 1).
Il restauro non è una cosa bella, io lo ripeto sempre, dobbiamo cambiare il nome del mio Istituto, dobbiamo chiamarlo Centro Regionale per l'eliminazione del restauro. Perché il restauro è dannoso, il restauro arriva quando le opere sono già malate, quando è troppo tardi. Bisogna parlare di conservazione programmata. Il restauro è episodico, il restauro è un fatto eccezionale che prende molti soldi e ci vuole molta attenzione e delicatezza ed è "una tantum". La manutenzione non finisce mai, il monitoraggio non finisce più, perché ci vuole ogni giorno l'osservazione quotidiana. Io lo dico sempre come per le pulizie di casa: nessuno restaura il bagno e la cucina, ognuno le pulisce a casa propria. Il monitoraggio dei beni culturali lo faranno i tecnologi che sanno controllare (
VIDEO 2). La vera scommessa della valorizzazione del sito, è creare attorno a questo patrimonio, come dice Padre Piccirillo, un "trainer" di formazione continua per una manutenzione infinita. E' questa la scommessa dove la piccola protezione, l'attenzione e la cura del nostro patrimonio…
Bisogna tenere presente che lo stato di degrado della struttura delle coperture di Minissi e quindi dei mosaici, ha chiaramente compromesso un'azione di salvaguardia e protezione nel tempo. Inoltre l'intervento errato condotto per la copertura di questi mosaici è consistito soprattutto nella individuazione di materiali che hanno fortemente compromesso la conservazione del sito. Noi abbiamo fatto un progetto recuperando le intuizioni del prof. Minissi che sono state, per la sua epoca ma ancora oggi, intuizioni geniali (
VIDEO 3).
Ed in particolare esse riguardano due elementi fondamentali:
- uno, che il percorso si svolgeva sulle creste dei muri senza toccare i mosaici che non devono quindi essere calpestati (…non come abbiamo fatto oggi in maniera imprudente). L'intuizione di Minissi di entrare nel cuore della Villa romana senza toccare i mosaici viene recuperata nel nostro progetto;
- due, l'intuizione di ricostruire la terza dimensione della Villa. Non un hangar, non un capannone, non una stalla, ma una volumetria articolata che restituisca gli ambienti della villa. Abbiamo operato una ricostruzione dei volumi su basi metriche. Nessuno vuole dire che abbiamo ricostruito esattamente al centimetro il volume della villa, ma diciamo che abbiamo ricostruito la gerarchia dei volumi della Villa. Una ricomposizione gerarchica dei volumi della villa che vedrà la Basilica protagonista perché centro della
mansio (VIDEO 4). Abbiamo ricostituito anche una gerarchia delle luci e delle ombre che permettono di vivere la visita alla villa in un rapporto più equilibrato di luci ed ombre. Infatti chi l'ha detto che le coperture dei beni archeologici devono essere trasparenti? Dove è scritto?
La copertura a tettoia opaca consentirà di conservare meglio i mosaici in ombra. Perché qui il danno è stato fatto dall'uso errato dei materiali perché nel 1963 la plastica era considerata la panacea di tutti mali, era l'intuizione e la genialità. La plastica fu usata per formare questa teca trasparente.
Minissi stesso negli anni '70 si accorge dei suoi errori e scrive delle relazioni in cui si accorge dei suoi errori e sostituisce la plastica al vetro perché questa si coceva al sole. Le persiane di plastica infatti si sono rotte, non è un materiale idoneo alla conservazione.
Avremmo dovuto fare una copertura per proteggere questa copertura. Abbiamo fatto una serie di studi chimici e meccanici per mantenere la trasparenza,ma la conservazione ci impone di conservare il mosaico e quindi abbiamo diretto tutte le ricerche su di una copertura opaca, coibente che non faccia passare il calore e l'irraggiamento solare diretto.
Creando così un ambiente coibentato che garantisca punte di umidità e temperatura alla base del pavimento dei mosaici. Garantisca che questi sali che oggi vengono tirati fuori dall'umidità di risalita, riscaldati dal surriscaldamento della serra, penetrano attraverso le tessere, macchiano e sbiancano le tessere e quindi il mosaico, oltre che per le cere, per le vernici e per tutte le altre cose che un tempo si mettevano.
Questi mosaici non respirano più e come la nostra pelle si fessurano in mille crepe, si creano rigonfiamenti, bolle… basta poi quindi levare una tessera che ne vengono via dieci, cento e i mosaici così si perdono.
Tutto l'intervento che noi andiamo a fare è un'operazione da medico, o come dico io da dentista, perché le tessere hanno la dimensione di un dente (
VIDEO 5). E' quindi un'operazione di cura amorevole per questi pavimenti che saranno soggetti a estrazione di sali, rimozione dei funghi e dei licheni, consolidati, consolidate con imbibizioni le superfici delle parti della tessera.
Abbiamo trovato dei prodotti con i tecnici del CNR come l'ossalato di ammonio che non solo consolidano la tessera ma ne rinvigoriscono anche il tono della tessera e quindi aiutano a rivederla una volta estratti i sali. Queste operazioni saranno effettuate sugli affreschi e sugli intonaci ricostituendoli.
Tutto questo anche con il rinnovamento della copertura consentirà non solo la conservazione ma anche la frequentazione notturna della Villa.
Le luci messe da Minissi si riflettevano sulle grate delle passerelle e quindi non funzionavano. Le luci che abbiamo studiato con i tecnici del Centro, hanno permesso di ripristinare questa possibilità della visita notturna guardando poi i mosaici come rischiarati dal chiarore lunare, visti alla luce di una lucerna (
VIDEO 6).
Ora brevemente vi mostro alcune immagini delle strutture così come erano all'inizio degli anni '60, cercando di sfatare tutte quelle idiozie che sull'argomento sono state dette.
L'unico architetto che ha messo mano alla villa è stato Franco Minissi, non c'è stato nessun altro che ha manomesso né stravolto l'intervento di Minissi. Il peristilio è stato chiuso dal prof. Minissi prima con vetrate panoramiche e poi sostituito con vetri e pilastri che poggiano sui mosaici.
Purtroppo negli anni '60 non esistevano gli studi microclimatici, chimici, fisici e allora si lavorava con la fantasia, con l'idea fantasiosa. Questa cosa trasparente era una bella idea ma non funziona, non ci possiamo fare niente e quindi dobbiamo sostituirla con qualcosa che funziona (
VIDEO 7).
Facendo circolare l'aria, vedendo lo stato di degrado del metallo, interessato da fenomeni di dilatazione a causa dell'ossidazione. Ci sono infatti porte con infissi in metallo che non si aprono e non si chiudono più: il metallo si dilata a causa dell'ossidazione. I piastrini del peristilio insistono sui mosaici.
Lo stato di degrado del tetto ha portato ad una confusione generale nella visita e nella percezione della Villa.
La Basilica è oggi già in fase avanzata di ricognizione e di riqualificazione. La Basilica verrà ricostituita nella sua volumetria basandosi sul rapporto tra le colonne i capitelli…insomma arriveremo a circa 12 metri di altezza con le finestre laterali (
VIDEO 8). Pavimentata in opus sectile con il restauro ritornerà nella sua configurazione originaria.
Per quanto riguarda i mosaici, poi qui le fandonie che avremmo inventato i mosaici, integrando le lacune con malte e paste colorate in modo che si possa camminare sopra. Gli intonaci e le altre decorazioni nascondono oggi delle sorprese, delle cose interessanti.
Elimineremo tutti i percorsi di salita e discesa, le scalette portando tutto ad un unico livello,recuperando tutto l'assetto tecnologico, rifunzionalizzando tutte le canalette originali di scolo della Villa. Eviteremo quindi il contatto tra le murature della Villa e la terra. Sono stati condotti studi e misurazioni del microclima e delle temperature con i relativi gradienti di coibenza. Le coperture rispettano, a meno di piccole differenze, l'impostazione originaria. Per fare questo abbiamo utilizzato delle strutture molto esili, moderne, strutturalmente compatibili e assemblabili a secco in modo da evitare le lavorazioni in situ e accorciare i tempi di lavorazione.
Le strutture saranno realizzate in legno trattato, in modo da consentire una facile manutenzione con elementi di sostegno in tubature zincate. Pensate che le fascette sono alte 10 centimetri, quindi molto esili. Le capriate lignee struttureranno questa copertura opaca con un unico colore che riporteremo anche all'interno. I nodi strutturali qui illustrati fanno capire il grado di dettaglio e di approfondimento del progetto a cui siamo arrivati (
VIDEO 9).
Le pennellature laterali saranno trattate quasi del tutto ad intonaco. Il progetto interviene anche con l'ampliamento della fruizione, permetterà infatti di entrare nella natatio. Amplieremo quindi lo sviluppo del percorso. Le passerelle saranno chiuse quindi la polvere non verrà più portata dai visitatori sulle passerelle e di conseguenza sul mosaico (
VIDEO 10). Abbiamo calcolato anche l'accesso per i disabili e il progetto della luce con delle simulazioni di queste lucerne che illumineranno i mosaici. Studi e analisi sui mosaici e sulla conservazione delle tessere condotti dal Centro già dai tempi delle alluvioni. I mosaici sono composti da più di 120 milioni di tessere, quindi pensate il tipo di impegno che bisogna assumere anche per le terapie e per il rinvenimento, degli intonaci »  (VIDEO 11).

Arch. Guido Meli
Direttore del Centro Regionale per la progettazione e il restauro e coordinatore del progetto di "restauro".


VIDEOCLIP
:

VIDEO 1
Introduzione

VIDEO 2
Il restauro non è una cosa bella

VIDEO 3
Recuperando le impressioni…

VIDEO 4
Una ri-composizione gerarchica

VIDEO 5
Un'operazione da dentista

VIDEO 6
Gli studi d'illuminotecnica

VIDEO 7
Negli anni Sessanta…

VIDEO 8
La basilica sarà ricostituita

VIDEO 9
La ricostruzione delle coperture

VIDEO 10
Le passerelle sono chiuse

VIDEO 11
Tutta una serie di studi

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Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Il 21 febbraio del 2007 è avvenuta la consegna dei lavori all'impresa appaltatrice (non più quella che aveva offerto il ribasso del 38% bensì un'altra che ha proposto il 35%, ma la vicenda non cambia per niente).
Passato il primo periodo di delusione e sconforto l'Associazione MONUMENTO-DOCUMENTO ha deciso di reagire utilizzando l'essenziale opportunità che ci offre la legge, ovvero quella di fare
ricorso alla Procura della Repubblica che, siamo sicuri, ci potrà garantire contro coloro che attentano alla conservazione e all'autenticità della Villa del Casale.

Testo dell'esposto e allegati >>>

La sottoscrizione per firmare la distruzione >>>

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