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Culture e Società

Progetto internazionale "La violenza nelle relazioni di prossimità: generazioni, generi e politiche di intervento

8-mar-2013

Il progetto si sviluppa nell'ambito del PRIN 2008.

Responsabile dell'Unità di Ricerca di Palermo:
Ignazia Maria Bartholini 

Membri dell’unità di Ricerca:
Roberta di Rosa, Francesca Rizzuto,
Simona Perrone, Francesca Ferlazzo, Gabriella Argento (borsisti)

 

Abstract del Progetto

Italiano

Il progetto si propone di analizzare il fenomeno della violenza fra adulti e fra minori quale forma emergente che contraddistingue le relazioni intime e/o di prossimità. Violenza che si connota nella "relazione prossimale", in cui ego e alter sono reciprocamente legati in una relazione.

L'ipotesi generale della ricerca è che la sociologia sia interessata a comprendere la violenza come fenomeno unitario, e che una microsociologia della violenza sia interessata a comprendere il tipo, i confini e gli elementi costitutivi delle situazioni sociali.

Nello specifico, la ricerca si propone di indagare ed eventualmente accertare il continuum fra la violenza perpetrata fra adulti e la violenza che si esplicita nelle relazioni fra pari, e che quindi l'una e l'altra derivino da comuni contesti sociali presenti nella lower class come nella middle e upper class. In tal senso la violenza perpetrata e subita potrebbe essere considerata come una modalità comportamentale regolata da precisi modelli comunicativi e culturali, il cui comune denominatore è dato dalla perdita del profilo identitario che inerisce alla relazione. Ci troviamo di fronte ad un altro modo di esplicitare ed esercitare la violenza, al di fuori della diade mezzi-fini e del binomio amico-nemico, che si realizza con reiterata recrudescenza all'interno dei legami di natura intima o di prossimità. In tal senso, la violenza non è mai neutra e non esplode "a casaccio": è una forza che segue forme culturali e di genere che devono essere studiate e verificate empiricamente . All'interno di queste specifiche relazioni, attraverso la violenza estrema, il soggetto si riappropria di un legame che è venuto ob torto collo ad assottigliarsi fino a recidersi.

Benché il bullismo sia considerato legato strettamente alle comunicazioni tra coetanei - il gruppo, la banda, il branco - per capirne i significati è necessario considerare le variabili - genere, status, ruolo - che si ritrovano parimenti nelle condotte comunicative degli adulti. Tali significati vengono acquisiti dai bambini tramite la comunicazione con gli adulti e utilizzati successivamente nei contesti relazionali dei coetanei. Il fenomeno del bullismo nella sua specificità investe la formazione identitaria degli stessi soggetti coinvolti, l'assunzione cioè di determinati ruoli sociali che consentono la definizione di specifiche narrazioni. In questa ottica, la strutturazione dei ruoli - colui che agisce, colui che subisce e coloro che "stanno a guardare" o "fiancheggiano", permetterebbe la definizione di una identità che si modella all'interno di quel particolare tipo di relazione deviante.

Il progetto dell'unità B di Palermo si propone di condurre una ricerca tesa a verificare, attraverso un'indagine qualitativa, i modelli identificatori che emergono dalla relazione di tipo violento e al contempo di osservare come le "storie di violenza reiterata nelle relazioni intime e di prossimità" vengano "lette" culturalmente in Sicilia, come cioè vengano ricostruite e riportate mass-mediologicamente.

La violenza nelle relazioni intime e di prossimità rappresenta un mezzo che mira a definire, agli occhi della vittima, l'identità del proprio carnefice.

 

Inglese

This project aims to analyse the phenomenon of violence among adults and among minors as a peculiar emergent form of intimate and proximity relationships.

The general hypothesis under the objective of this research is that sociology is interested in understanding violence in close relationships as a global phenomenon, and that a micro-sociology of violence is interested to understand kind, boundaries and constitutive elements of social situations.

Furthermore, we suppose that there is a continuum between violence among adults and violence existing among people of the same age, that is to say that both come from common social contexts, present in lower as well as in middle and upper class, where "relational discomfort", make the definition of the identification process of aggressors and attacked difficult.

In this perspective made and received violence might be considered as a behavioural way based on specific communicative and cultural models, caracterized by the lack of the identity profile of the relationship.

We are in front o another way of show and make violence, out of the dyad means-goals and friend-enemy, which is increasingly present in affective relationships and intimate relations. In this sense, violence is never neutral and doesn't explode casually: it is a force which follows cultural and gender forms we have to study and empirically verify.

In these relationships, through violence, a subject take control again of a link become thinner till it has been destroyed.

Even if bullism is considered strictly connected to communications among people of the same age- group, band, gang- we have to consider variables as gender, status, role which can be found among adults as well in order to understand its meanings. These meanings are received by children through communication with adults and later used in the relational contexts with people of their age. In other words, bullism needs some socialization to offence and violence practices, which are later taken in the proximity relational contexts between people of the same age. The phenomenon is characterized by intentionality, persistence and asymmetry in the power relationship between aggressor and attacked, and involves the identity building of the subjects, that is to say taking specific social roles which make the definition of peculiar narrations possible.

 The project aims to make a research, basing on these assumptions, in order to verify identificatory models emerging from a violent relationship through a qualitative analysis and, at the same moment, to observe how "stories of repeated violence in intimate and proximity relationships" are read in Sicily, that is to say how they are built and reported by mass media.

Violence in intimate and proximity relationships represents an instrument of expression and action aiming to clearly define, from the victim's point of view, the identity of the aggressor through his power and will. Identity dispersion is typical of our age: it brings to the power-will of identity re-building over the weakest one, the victim.