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Settore servizi per la ricerca e diffusione della conoscenza scientifica

Prima di pubblicare


Prima di pubblicare un contributo scientifico, è indispensabile che ogni autore abbia la necessaria consapevolezza delle questioni legate: 1) a chi pubblica (cioè alle implicazioni del concetto di paternità/responsabilità intellettuale); 2) a cosa pubblicare (cioè agli aspetti etici e di integrità della ricerca scientifica); 3) a dove pubblicare (cioè alle strategie e ai criteri per la scelta della collocazione editoriale dei prodotti); 4) a come pubblicare (cioè agli aspetti tecnico-organizzativi del workflow editoriale).


1. Paternità e responsabilità intellettuale (= Chi pubblica)

La comunicazione scientifica si basa sulla pubblicazione dei prodotti della ricerca (articoli su periodici, contributi ad atti di convegni, capitoli di libri, brevetti, monografie, etc.). Qualunque contributo scientifico, a sua volta, ruota intorno al concetto di autorship cioè la paternità e responsabilità intellettuale che l'autore/gli autori di un lavoro confermano con l'atto di renderlo pubblico. Si definiscono autori coloro i quali hanno conferito a un prodotto di ricerca un apporto scientifico sufficiente a farli indicare come tali nell'intestazione del contributo pubblicato. Nel quadro generale della promozione dell'integrità della ricerca accademica, la comunità internazionale degli studiosi ha definito e sostanzialmente concorda su una serie di principi generali e buone pratiche con riguardo all'autorship, di cui riferiamo nei paragrafi seguenti.


1.1 Identificare gli autori e specificarne il ruolo

Il Council of Science Editors (CSE) <http://www.CouncilScienceEditors.org>, come dichiarato nel White paper on promoting integrity in scientific journal publications (edito per la prima volta nel 2006 e più volte rivisto e ripubblicato), ritiene siano ormai unanimemente accettati i seguenti punti:

  • identificare gli autori e gli altri collaboratori di una pubblicazione spetta alle persone che hanno compiuto il lavoro scientifico (i ricercatori) e non alle persone che l'hanno pubblicato (editori, redattori). Tocca ai ricercatori stabilire chi abbia contribuito a un lavoro in maniera sufficiente a garantirne l'attribuzione della paternità intellettuale
  • i nomi delle persone che hanno collaborato al lavoro, ma il cui contributo non sia stato sufficiente a qualificarli come autori, dovrebbero essere menzionati in una distinta sezione "crediti" (acknowledgments)
  • in un lavoro scientifico bisognerebbe citare tutte le persone che vi hanno contribuito come autori o come collaboratori; viceversa, ciascuna persona identificata come autore o collaboratore di un contributo scientifico dovrebbe avere titolo a essere indicato come tale
  • tutte le persone elencate come autori dovrebbero rivedere e approvare il manoscritto prima della pubblicazione
  • gli editori dovrebbero richiedere che le informazioni sullo specifico contributo apportato da autori e collaboratori siano rese esplicite ai lettori
  • il motivo di fondo per cui occorre indicare con precisione il ruolo di ciascuno degli autori e collaboratori è di garantire la massima affidabilità del lavoro pubblicato.

In ambito biomedico, l'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) <http://www.icmje.org> ha elaborato un proprio documento, Defining the role of authors and contributors, in cui si raccomanda che la paternità intellettuale venga definita sulla base dei seguenti quattro criteri:

  • contributo significativo alla concezione e al progetto del lavoro pubblicato; oppure acquisizione, analisi o interpretazione critica dei dati riportati nel lavoro; e inoltre
  • redazione oppure importante revisione del lavoro con riguardo a contenuti intellettuali rilevanti; e inoltre
  • approvazione finale della versione da sottoporre a pubblicazione; e inoltre
  • consenso a rendere conto di qualunque aspetto relativo al lavoro, in modo da garantire che ogni eventuale questione posta in merito alla precisione o integrità di qualunque parte del lavoro sia presa in considerazione in modo adeguato, e risolta.

Implicitamente, questi quattro criteri presuppongono per ciascun autore non solo la responsabilità per la propria parte del contributo autoriale, ma anche la consapevolezza su quali altri autori siano responsabili per le altre parti del lavoro, e la buona fede sull'integrità del proprio e dell'altrui contributo. Le persone che partecipano a un lavoro senza soddisfare i quattro criteri suindicati dovrebbero figurare solo come collaboratori. Tra i possibili esempi di forme di collaborazione che da sole non sono sufficienti a qualificare la paternità intellettuale di una pubblicazione scientifica, l'ICMJE indica: l'acquisizione dei finanziamenti per la ricerca; la raccolta dei dati; il supporto amministrativo generale al gruppo di ricerca; l'assistenza tecnica, es. redazionale o linguistica; la correzione di bozze. In tutti questi casi, la partecipazione andrà comunque riconosciuta in qualche forma, individuale o collettiva che sia. L'autore designato per i contatti con l'editore (corresponding author) dovrà in ogni caso avere cura di ottenere un permesso scritto da ciascuno dei collaboratori per poterli menzionare nella pubblicazione.

Il ruolo del corresponding author è molto importante in quanto si tratta della persona che assume anche per conto degli altri autori e collaboratori il compito di comunicare con la massima precisione, completezza e tempestività all'editore ogni aspetto necessario durante l'intero workflow di pubblicazione: sottomissione del manoscritto (proposta di pubblicazione), feedback richiesto durante la peer review, definizione dettagliata delle informazioni su nomi, affiliazioni e ruoli di autori e collaboratori che devono comparire nella versione editoriale del lavoro, ordine di presentazione degli autori nel documento, fornitura di eventuale ulteriore documentazione amministrativa richiesta (es. registrazione dei test clinici, dichiarazioni su potenziali conflitti di interesse, etc). L'autore corrispondente non esaurisce il proprio compito con la pubblicazione del lavoro, in quanto si rende disponibile a essere contattato da chiunque abbia interesse a porre domande o fare critiche, e si impegna a fornire opportunamente ulteriori informazioni in merito al lavoro qualora vengano richieste (dall'editore o dai lettori) per eventuali approfondimenti necessari in merito a ogni questione che possa essere sollevata sui contenuti successivamente alla pubblicazione.

Con riferimento ai dati di affiliazione da far pervenire agli editori delle pubblicazioni scientifiche, il nostro Ateneo fornisce specifiche indicazioni nel documento a firma del Rettore (prot. n. 53469 del 25/07/2018), su Dati di affiliazione all’Università degli Studi di Palermo da indicare nelle pubblicazioni scientifiche, redatto a seguito dell'approvazione di apposite delibere del Senato Accademico (n. 17 del 06/06/2018) e del Consiglio di Ammistrazione (n. 46 del 06/06/2018). A partire dal giugno 2018, pertanto, qualunque cambio di denominazione proposto/deliberato da un Dipartimento dell’Ateneo dovrà comprendere anche la parallela nuova denominazione in lingua inglese. L’elenco delle denominazioni correnti di tutti i Dipartimenti è disponibile per utilità generale nella tabella seguente: 

PROSPETTO DELLE DENOMINAZIONI CORRENTI DEI DIPARTIMENTI DELL'ATENEO DI PALERMO *
Denominazione Dipartimento (Italiano) Denominazione Dipartimento (Inglese)
Dipartimento di Architettura Department of Architecture
Dipartimento di Biomedicina Sperimentale e Neuroscienze Cliniche (BIONEC) Department of Experimental Biomedicine and Clinical Neurosciences (BIONEC)
Dipartimento Biomedico di Medicina Interna e Specialistica (Di.Bi.M.I.S) Biomedical Department of Internal Medicine and Medical Specialties (Di.Bi.M.I.S)
Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche (Di.Bi.Med.) Department of Biopathology and Medical Biotechnologies (Di.Bi.Med.)
Dipartimento Culture e Società Department Cultures and Societies
Dipartimento di Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche (Di.Chir.On.S.) Department of Surgical, Oncological and Oral Sciences (Di.Chir.On.S.)
Dipartimento di Energia, Ingegneria dell'Informazione e Modelli Matematici (DEIM) Department of Energy, Information Engineering and Mathematical models (DEIM)
Dipartimento di Fisica e Chimica Department of Physics and Chemistry
Dipartimento di Giurisprudenza (Di.Gi.) Department of Law (Di.Gi.)
Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Aerospaziale, dei Materiali (DICAM) Department of Civil, Environmental, Aerospace and Materials Engineering (DICAM)
Dipartimento dell'Innovazione Industriale e Digitale (DIID) - Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica Department of Industrial and Digital Innovation (DIID) - Chemical, Management, Computer, Mechanical Engineering
Dipartimento di Matematica e Informatica Department of Mathematics and Computer Science
Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali (SAAF) Department of Agricultural, Food and Forest Sciences (SAAF)
Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DISTEM) Department of Earth and Marine Sciences (DISTEM)
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) Department of Biological, Chemical and Pharmaceutical Sciences and Technologies (STEBICEF)
Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche (SEAS) Department of Economics, Business and Statistics (SEAS)
Dipartimento di Scienze per la promozione della Salute e Materno Infantile "Giuseppe D'Alessandro" Department of Sciences for Health Promotion and Mother-Child Care “G. D’Alessandro”
Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali
Department of Political Sciences and International Relations
Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell'Esercizio Fisico e della Formazione Department of Psychology, Educational Science and Human Movement
Dipartimento di Scienze Umanistiche Department of Humanities

        * Ultimo aggiornamento: 27-09-2018

      NB = la tabella riporta le denominazioni presenti nella nota rettorale del 25-07-2018, che a loro volta derivano dalle informazioni presenti nei Decreti di costituzione dei Dipartimenti (e di successivo aggiornamento, a seconda dei casi, delle denominazioni); eventuali vizi di forma o possibili miglioramenti delle denominazioni correnti devono essere segnalati e sottoposti al Consiglio di Dipartimento con procedimento formale (adozione di delibera); le modifiche di denominazione approvate dai Dipartimenti sarano poi sottoposte al parere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione prima dell'entrata in vigore con Decreto rettorale.


1.2 Aspetti problematici dell'authorship

Il Committee on Publication Ethics (COPE) <http://publicationethics.org> ha affrontato alcuni problemi relativi alle dichiarazioni di paternità intellettuale che si presentano con una certa frequenza nella pubblicazione dei lavori scientifici. Tra le cattive abitudini, segnalate anche nel White paper del CSE, si riscontrano talvolta: la guest authorship, la honorary / gift authorship, la ghost authorship, la anonymous authorship.

Con l'espressione guest authorship si indica la prassi (scorretta, variamente diffusa) di sfruttare l'aspettativa che l'inclusione di uno specifico nominativo tra gli autori aumenti le probabilità di accettazione di una proposta di pubblicazione in una sede editoriale di prestigio, o comunque di innalzare la percezione generale sulla qualità scientifica del lavoro pubblicato. In altre parole, viene "usato" un nome di prestigio ma il guest author non ha offerto alcun apporto distinto al contributo scientifico sottoposto a pubblicazione.

Per honorary / gift authorship si intende una paternità intellettuale basata solo su un debole collegamento dell'honorary author con il contenuto della ricerca, spesso solo per ragioni di pura cortesia accademica. Un chiaro esempio di gift authorship può riguardare la prassi (scorretta, variamente diffusa) di indicare tra gli autori il responsabile della struttura di ricerca in cui ha avuto luogo lo studio pubblicato, senza che questi vi abbia effettivamente contribuito, ma solo sulla base della sua carica.

La cosiddetta ghost authorship, al contrario, è l'omissione, tanto nell'intestazione del contributo quanto nella sezione credits, di uno o più nominativi di persone che hanno effettivamente partecipato alla ricerca, all'analisi dei dati, alla redazione materiale del manoscritto. Spesso si tratta di coautori non accademici (es. in ambito medico, funzionari o tecnici di industrie farmaceutiche o di attrezzature medico-sanitarie) o di unità di staff giovane, in formazione alla ricerca, che hanno lavorato per conto dei loro responsabili o superiori all'interno della struttura in cui ha avuto luogo lo studio pubblicato.

La anonymous authorship riguarda l'impiego di pseudonimi o il ricorso all'anonimato nell'indicazione di uno o più nominativi di autori/coautori di un lavoro scientifico. In linea di principio, tale opzione è molto scorretta, perché contraria a ogni criterio di trasparenza e affidabilità che deve sempre caratterizzare la comunicazione scientifica. Tuttavia, in casi estremamente eccezionali, laddove un autore possa credibilmente dimostrare che l'indicazione del proprio nome nel documento pubblicato possa metterlo in grave difficoltà (es. provocare pericoli per la sicurezza personale o rischiare la perdita del posto di lavoro), l'editore può scegliere di pubblicare il contenuto in forma parzialmente o totalmente anonima.

Un caso a parte è costituito dall'indicazione di una group authorship (responsabilità collettiva). Tale opzione può essere ritenuta appropriata quando un team di ricercatori di diverse strutture ha concorso a realizzare uno stesso progetto (es. un test clinico effettuato in più centri contemporaneamente), o prodotto un documento consensuale, o un gruppo di esperti ha condiviso un rapporto scientifico. L'impossibilità pratica di elencare nell'intestazione del prodotto scientifico un eccessivo numero di coautori (alcuni dei quali potrebbero avere contribuito in forma molto inconsistente) può portare convenientemente ad una delle seguenti soluzioni: a) se ogni singola persona del gruppo soddisfa i criteri per l'attribuzione della paternità intellettuale, indicare come autore la denominazione ufficiale del gruppo/progetto (fermo restando che almeno un membro del gruppo dovrebbe assumere il ruolo di corresponding author); b) se il livello di partecipazione è differenziato, indicare nell'intestazione solo un gruppo ristretto di coautori, riservando alla sezione credits l'elenco più ampio di collaboratori del gruppo/prodotto di ricerca.

Infine vanno opportunamente considerati i casi di deceased or incapacitated authors. Qualora uno dei coautori sia inabilitato o venga a mancare durante l'elaborazione di un prodotto di ricerca, gli altri coautori dovrebbero ottenere il permesso e le prerogative legate al copyright da familiari e/o eredi prima di includerne il nominativo in qualità di coautore del lavoro scientifico in corso di pubblicazione.


2. Etica e integrità dei prodotti della ricerca (= Cosa pubblicare)

Nella Raccomandazione della Commissione Europea dell’11 marzo 2005 (2005/251/CE) riguardante la Carta europea dei ricercatori e un codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori, al paragrafo "Responsabilità professionale", si afferma che "I ricercatori dovrebbero impegnarsi a garantire che i loro lavori siano utili per la società e non riproducano ricerche già effettuate altrove. Dovrebbero evitare il plagio e rispettare il principio della proprietà intellettuale e della proprietà congiunta dei dati, nel caso di ricerche svolte in collaborazione con uno o più supervisori e/o altri ricercatori.
I temi dell'integrità e utilità sociale dei prodotti della ricerca, e le questioni legate al fenomeno del plagio editoriale, vengono approfonditi nella sezione Etica della ricerca del nostro sito web.


3. Scelta della collocazione editoriale (= Dove pubblicare)

Di norma, tranne i casi in cui un lavoro scientifico sia stato, per qualche motivo, vincolato già in fase di progettazione a una destinazione editoriale predeterminata al di fuori del suo diretto controllo, all'autore (o al gruppo di ricerca) spetta anche il delicato compito di effettuare la scelta più opportuna in merito alla collocazione editoriale del prodotto ("dove pubblicare"). Su questa scelta possono influire diverse considerazioni individuali, legate agli ambiti disciplinari di riferimento di ognuno, ai contesti scientifici ritenuti più appropriati in relazione alle linee di ricerca seguite, ma anche al proprio profilo istituzionale e alle aspettative individuali in merito alla migliore diffusione possibile dei propri contributi presso la comunità scientifica nazionale e internazionale.

In proposito, si sa che il percorso accademico dei singoli e le legittime aspettative di carriera di ciascuno possono indurre anche alla fretta di pubblicare uno o più contributi scientifici in dipendenza dalle scadenze degli esercizi di valutazione della ricerca, che rispondono a scopi sia interni all'istituzione (es. "scatti retributivi") sia esterni (es. ASN, VQR, bandi PRIN, etc.). La pressione legata a tali dinamiche può far sì che gli autori talvolta non abbiano un controllo ottimale sulla scelta della destinazione editoriale più idonea per i propri contributi scientifici.

Pertanto, a beneficio degli autori di Ateneo e a supporto delle scelte da compiere, nel rispetto della libertà e responsabilità individuale della ricerca, richiamiamo qui alcuni punti legati agli aspetti più propriamente bibliometrici e alcuni suggerimenti sull'opportunità di disseminare in modalità open access i propri lavori (anche con riguardo agli aspetti legali coinvolti), con avvertenze specifiche per evitare in ogni caso editori e riviste di sospetta affidabilità.


3.1 Impatto e qualità dei prodotti della ricerca (aspetti bibliometrici)

Intorno alla scelta su "dove pubblicare" si condensano anche aspetti strategici, nella consapevolezza che tra una collocazione editoriale e un'altra possono esistere differenze molto significative, soprattutto sul piano della capacità dell'editore di controllare, descrivere, distribuire e disseminare più o meno efficamente i contenuti di una pubblicazione. Tutti questi aspetti incidono molto sulla potenzialità di impatto scientifico del contributo pubblicato, che spesso è strettamente correlato al prestigio acquisito e consolidato da un editore e/o una rivista. Nell'ambito dell'editoria scientifica internazionale, tale potenzialità viene normalmente misurata attraverso il conteggio delle citazioni e gli indicatori bibliometrici riportati nei principali database citazionali (Scopus, Web of Science), e quindi può essere conosciuta o perlomeno preventivata dall'autore già prima della pubblicazione.

Appare evidente che il prestigio e la capacità di impatto di un editore/rivista è legato, a sua volta, alle garanzie di buona gestione del processo editoriale offerte agli autori e ai lettori. Le riviste con maggiore impatto/qualità normalmente hanno un alto indice di selezione degli articoli per la pubblicazione, sono dotate di meccanismi di peer reviewing molto rigorosi, si avvalgono di comitati scientifici e collaboratori editoriali estremamente professionali, e curano in ogni dettaglio tutti gli aspetti del workflow di pubblicazione, incluso il marketing, la comunicazione, l'accuratezza della descrizione e indicizzazione dei prodotti nelle piattaforme web sviluppate per l'accesso e la disseminazione pubblica dei contributi. Gli aspetti bibliometrici riguardanti i prodotti della ricerca e la loro valutazione quali-quantitativa sono approfonditi nella sezione Bibliometria del nostro sito web.


3.2 Accessibilità e disseminazione dei prodotti della ricerca (aspetti legali)

A prescindere da ogni considerazione legata alle opportunità di pubblicare i propri lavori direttamente in modalità ad accesso aperto (argomento approfondito dal nostro Settore nell'apposita sezione Open access del nostro portale), è molto importante sapere che, anche nei casi in cui è prevista dagli accordi la cessione agli editori di diritti sulla pubblicazione, esistono alcuni strumenti giuridici che possono aiutare per una gestione più consapevole degli accordi editoriali, allo scopo di salvaguardare alcune prerogative dell'autore in merito all'accesso e alla disseminazione dei prodotti della ricerca (si veda in proposito la pagina Diritto d’autore per chi pubblica del nostro sito web), oltre all'eventualità di adottare per il proprio lavoro una formula editoriale che includa una delle licenze Creative Commons, allo scopo esplicito (reso trasparente dal logo e dalla tipologia di licenza CC scelta, indicati nell'opera) di riservare all'autore una serie di diritti.

Nell’ambito della ricerca scientifica è importante sfatare il mito secondo cui l’open access sarebbe incompatibile con il diritto d’autore, o quantomeno ne costituirebbe un limite: a tal fine è importante che i ricercatori  diventino più consapevoli dei propri diritti e imparino a contrattare con gli editori per mantenere i diritti di riuso dei propri lavori scientifici (argomento approfondito dal nostro Settore nell'apposita sezione Open access e diritto d'autore del nostro portale)


3.3 Come riconoscere gli editori di sospetta affidabilità (avvertenze)

Nella Carta europea dei ricercatori dell'UE, al paragrafo "Diffusione e valorizzazione dei risultati", si afferma che "Tutti i ricercatori dovrebbero accertarsi, conformemente alle prescrizioni contrattuali, che i risultati delle loro ricerche siano diffusi e valorizzati, ossia comunicati, trasferiti in altri contesti di ricerca o, se del caso, commercializzati. I ricercatori di comprovata esperienza sono particolarmente tenuti ad accertarsi che le ricerche siano proficue e che i risultati siano valorizzati o resi accessibili al pubblico (o entrambe le cose) laddove possibile".

L'obbligo descritto nella Raccomandazione UE andrebbe tenuto ben presente dagli autori al momento della scelta dell'editore/rivista e della modalità di pubblicazione di un lavoro scientifico. Infatti, nonostante possa sembrarlo, non è affatto scontato che al pagamento di una tariffa da parte di un autore a un editore per ottenere la pubblicazione di un lavoro scientifico in una rivista corrisponda sempre l'accessibilità pubblica del contributo. Continuano a circolare, nel mercato internazionale, pratiche editoriali al limite della truffa, sedicenti open access, in cui editori/riviste di dubbia affidabilità (cosiddetti predatory publishers / predatory journals) ospitano, in piattaforme web improvvisate, lavori di ricerca a solo scopo di profitto, sfruttando il modello "author pays" dell'open access ma senza offrire in cambio delle tariffe alcun servizio editoriale né agli autori (revisione / peer review dei contenuti; redazione/correzione o proofreading del manoscritto) né al pubblico (es. accesso al full-text; indicizzazione/descrizione dei contributi per favorire il recupero delle informazioni da parte degli utenti). In proposito, abbiamo approfondito alcune questioni nella sezione Pubblicare open access in sicurezza del nostro sito web.


4. Redazione del manoscritto (= Come pubblicare)

Sono di fondamentale importanza, per le conseguenze che hanno sul piano bibliometrico e più in generale per la presentazione, la riconoscibilità e il confronto globale sui risultati delle ricerche, tutti gli aspetti riguardanti la strutturazione formale degli articoli, la costruzione delle citazioni bibliografiche, le modalità di redazione di abstract e parole chiave (che incidono sulle possibilità di recupero dell'informazione con strumenti digitali quali ad es. i database bibliografici e i motori di ricerca scientifici), etc. Si tratta di questioni a cui hanno posto attenzione le associazioni accademiche di autori nei diversi ambiti della ricerca scientifica (es. Modern language association), ma anche i singoli editori scientifici. Per approfondimenti rimandiamo alla sezione Preparazione del manoscritto del nostro sito web.


4.1 Redazione delle citazioni bibliografiche 

Nel contesto della comunicazione accademica, non vi è uniformità nel trattamento degli elementi formali di una pubblicazione nella redazione delle citazioni bibliografiche inserite nei lavori scientifici. Se è vero che una maggiore standardizzazione sarebbe auspicabile per facilitare il lavoro degli autori, dei redattori e anche la decodificazione degli stessi elementi da parte dei lettori, è altrettanto vero che esistono diverse tradizioni e abitudini più o meno consolidate tra gli ambiti scientifici e che questo ha un'influenza sulle prassi degli editori. Un approfondimento su stili citazionali e strumenti automatizzati per la gestione delle citazioni bibliografiche a supporto degli autori si trova nella nostra pagina web Strumenti bibliografici.


4.2 Supporto tecnico degli editori scientifici internazionali

All’interno delle proprie piattaforme web, i principali editori scientifici offrono contenuti di e-learning dedicati agli autori, riguardanti varie tematiche utili per la pubblicazione dei lavori di ricerca. Una rassegna aggiornata (non esaustiva) di questi strumenti web è curata dal nostro Settore alla pagina E-learning degli editori.